Scala fa bis, prima mondiale di McGregor e ritorno Ferri

Giu 17, 2022

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    Nel giorno del 140mo compleanno di Igor Stravinskij, la Scala lo ha festeggiato presentando il prossimo spettacolo di balletto ‘AfteRite + LORE’ una doppia coreografia di Wayne McGregor, che si basa su due sue composizioni, Le Sacre du printemps e Les noces, e che si preannuncia come un doppio evento.
        Si tratta infatti del ritorno al Piermarini di Alessandra Ferri, che esattamente trent’anni fa firmò il suo primo contratto nel teatro in cui poi è diventata prima ballerina assoluta. E si tratta soprattutto della prima mondiale di LORE, che l’eclettico McGregor (autore di coreografie per alcuni dei teatri più famosi al mondo ma anche per film come Harry Potter e Animali fantastici) ha ideato per i ballerini scaligeri.
        Quello in scena dal 24 giugno al 7 luglio “è un grande progetto ma è un dovere per un teatro come la Scala presentare spettacoli come questo” ha spiegato il direttore del corpo di ballo Manuel Legris, una Scala capace di essere anche “più contemporanea e votata al futuro”.
        AfterRite – commissionato dall’American Ballet e dal Royal Danish nel 2018 – viene portato per la prima volta in Italia con Alessandra Ferri nel ruolo della Madre, che già la interpretò al debutto assoluto. Il titolo gioca con la traduzione inglese di Sacre du printemps, the Rite of Spring, e racconta quello che accade dopo, dopo le coreografie realizzate in precedenza su questa musica, ma anche dopo inteso nel futuro. In un futuro immaginario viene esplorato il nesso (anche tossico) fra uomo e natura. Nel deserto dell’Atacama, un luogo senz’acqua “molto simile – ha spiegato McGregor – a quello che il nostro pianeta rischia di diventare” una colonia di esseri umani, un cast di 13 ballerini, lotta per la sopravvivenza in una rivisitazione del sacrificio di Stravinskij che mette la Madre a fare una scelta dolorosa che coinvolge i suoi due figli, tenuti in una camera idroponica dove crescono piante e vengono usato pesticidi. Uno di questi figli, una bambina, che scappa, si ritrova poi dieci anni dopo in LORE, che di AfteRite è una sorta di “sequel, un ‘Jurassic park 2’. Ma se AfteRite è una singola narrativa – ha aggiunto – LORE è una narrativa frazionata, come prendere un bicchiere gettarlo a terra e raccogliere le schegge cercando di fare un mosaico” e in questo c’è “una analogia su come Stravinskij ha composto” Les noces, con frammenti di canti nuziali popolari. Una composizione per quattro pianoforti (qui suonati da Davide Cabassi, Andrea Rebaudengo, Marcelo Spaccarotella e Giorgio Martano), soprano, mezzosoprano, tenore, basso e coro.
        “E’ un esperimento che guarda alla relazione fra natura e tecnologia” con gesti “fratti dei ballerini, inattesi che spezzano l’impostazione classica con torsioni insieme e congiunzioni fra danzatori da cui emerge un grande flusso di adrenalina”. “Wayne mi ha catapultato in cos’è la danza e il balletto oggi – ha raccontato Ferri -. Più volte gli ho detto che mi dispiace non avere trent’anni per averne altri trenta da passare con lui”. (ANSA).
       


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