Scontro sulla stretta. Verso l’obbligo di siero per lavorare. E senza terza dose servirà il tampone

Dic 23, 2021

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    Il governo vara il mini lockdown per i non vaccinati. Con un doppio obiettivo: limitare l’aumento dei contagi nel periodo natalizio e neutralizzare l’impatto della variante Omicron sulla campagna vaccinale. Oggi il presidente del Consiglio riunirà la cabina di regia con i capi delegazione. Poi si andrà in Cdm per il via libera al provvedimento. Questa mattina l’Istituto superiore di sanità consegnerà la flash survey, la ricerca lampo sul sequenziamento del virus che darà le prime risposte su quanto sia già diffusa Omcron nel paese.

    Il pacchetto di misure è per l’80% definito. Si discute su alcuni punti ancora al centro di un esame da parte delle forze politiche. Tra questi: il lockdown per i non vaccinati, l’estensione dell’obbligo vaccinale per alcune categorie di lavoratori del pubblico impiego e la chiusura degli stadi. Sullo sfondo c’è l’opzione dell’extrema ratio: l’obbligo vaccinale. Un’ipotesi punta al super green pass per lavorare, per recuperare quei 2,3 milioni di italiani tra i 40 anni e l’età pensionabile che non si sono vaccinati.

    «L’obbligo vaccinale resta sullo sfondo, non è stato mai escluso. Valuteremo l’estensione ad altre categorie anche se non so se sarà discusso esplicitamente nella cabina di regia domani. Ma se i dati di contagio continuano a crescere sarà oggetto di discussione in tempi brevissimi» chiarisce il premier Draghi nella conferenza di fine anno.

    Da subito scatterà l’obbligo della mascherina all’aperto, in alcune Regioni e città è già in vigore. Per accedere sui mezzi pubblici locali sarà necessario il dispositivo Ffp2.

    Le altre misure scatteranno dopo Natale. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri conferma il timing: «Le scelte della cabina di regia di domani? Credo entreranno in vigore da dopo Natale».

    Altra strada che ormai sembra imboccata dall’esecutivo appare la decisione di anticipare la terza dose da 5 a 4 mesi: l’ipotesi già esaminata a livello tecnico e per la quale si attende il via libera dell’Aifa, sarebbe – secondo quanto si apprende da fonti qualificate – di prossima approvazione. La decisione sarebbe legata all’opportunità di rafforzare la risposta immunitaria anche in seguito all’arrivo della variante Omicron. L’obiettivo è spingere sulla campagna vaccinale. Creare un muro contro l’avanzata delle varianti. Sulla durata del green pass si punta a ridurre il periodo di validità a 5 mesi. Va superato l’ostacolo dell’Europa che fissa in 9 mesi la validità del certificato vaccinale. Il rischio evocato da Draghi è un periodo di mancata copertura vaccinale, tra la seconda e la terza dose. Qui l’orientamento del governo sarebbe di introdurre l’obbligo del tampone tra la seconda e il richiamo della terza. Opzione che non troverebbe ampio consenso tra le forze di maggioranza.

    Via libera al ritorno in smart working: in cabina di regia sarà autorizzato il rientro in smart working per una parte di lavoratori. La quota dovrebbe essere superiore al 50%. Sul capitolo scuola, Draghi rassicura che non ci saranno rinvii e slittamenti alla ripresa post festività. Il governo introdurrà l’obbligo del tampone per vaccinati e guariti. Con dei limiti: l’obbligo scatterà solo per accedere a luoghi affollati, stadi, concerti e feste di Capodanno o in piazza. Per il cenone in famiglia nessun obbligo ma semplici raccomandazioni. E non sarà previsto alcun divieto per le messe di mezzanotte.

    È in corso un confronto sul capitolo calcio. Per ora nel provvedimento dovrebbe entrare l’obbligo anche per vaccinati e guariti di esibire il tampone con esito negativo per accedere allo stadio. Ma se il numero del contagio aumentasse, si valuterebbe l’opzione di chiudere gli stadi (partite a porte chiuse). Per musei e teatri dovrebbe essere confermato l’obbligo del green pass, mantenendo la capienza limitata. Altri dossier aperti sono l’allargamento dei settori in cui sarà richiesto il pass vaccinale rafforzato e l’introduzione dell’obbligo vaccinale. Ma quest’ultima è una decisione che va valutata a metà gennaio.


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