• Scostamento di bilancio o no? La strana lite SaIvini-Meloni

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    «Lo scostamento di bilancio per far fronte all’emergenza bollette? Non possiamo aspettare, dobbiamo agire subito». «No, c’è il rischio di creare un pozzo senza fondo e di diventare prigionieri della speculazione».

    A quattro giorni dal voto Matteo Salvini e Giorgia Meloni non nascondono di trovarsi in disaccordo sullo scostamento di bilancio. E se il leader della Lega insiste per un intervento immediato attraverso la creazione di nuovo debito, la presidente di Fratelli d’Italia si schiera sulla linea della prudenza e della responsabilità, facendo capire che tirare fuori nuovi soldi pubblici servirebbe soltanto a nutrire la speculazione. Un botta e risposta che serve anche a definire l’identità dei due partiti in questa ultima coda di campagna elettorale, con il Carroccio impegnato a cercare di recuperare consensi e a lanciare un messaggio ai ceti produttivi e il partito di Via della Scrofa che inizia a ragionare in un’ottica di governo, valutando vantaggi, svantaggi e pericoli di un intervento di questo tipo.

    «Chi dice che possiamo aspettare due, tre mesi sbaglia. Questo vale per Fdi e per il Pd. É un’emergenza nazionale» dice Salvini. «Pare che ci si possa riconvocare anche dopo le elezioni perché questo governo fino a fine ottobre resta in carica. Mi rifiuto di pensare che un economista attento come Draghi non colga i segnali di sofferenza che arrivano dalle fabbriche, dai negozi, dagli artigiani; qui non rischiano solo le grandi imprese, rischiano tutti. Parlarne fra due mesi significa mettere oggettivamente a rischio il sistema produttivo».

    La replica di Giorgia Meloni non si fa attendere. «Lo scostamento non è la soluzione». «È un pozzo senza fondo perché spiega a Rtl 102.5 sono soldi che regaliamo alla speculazione». Il punto di arrivo per la Meloni è «il disaccoppiamento dei costi di gas ed energia, che è una misura strutturale». Non è questione di alimentare divisioni reali e profonde all’interno del centrodestra che non ci sono, ma «continuare a spendere soldi a debito per calmierare i prezzi delle bollette, anche se è un tema che impatta e che la gente capisce facilmente, temo che non risolva il problema. La ragione per cui le bollette sono così alte non è perché la Russia ha aumentato il prezzo del gas. La Russia sta facendo un gioco di chiudere e aprire i rubinetti che fa salire la speculazione del gas. Ci sono grandi player che decidono il prezzo del gas e lo fanno salire perché dicono che il loro rischio aumenta. Il tetto al prezzo del gas è la misura più efficace, il mercato è europeo. Siccome il problema è la speculazione, se tu metti il tetto fermi la speculazione. Per ora non si riesce a ottenere per la resistenza dell’Olanda e della Germania».

    Silvio Berlusconi tenta, invece, di mediare tra le posizioni degli alleati, spiegando che lo scostamento va considerato come una sorta di ultima spiaggia. «Metteremo tutte le risorse necessarie contro il caro-bollette – dichiara a Mattino 5 – e credo sia possibile farlo con le risorse di cui disponiamo. Non permetteremo a nessun costo e in nessun caso che gli aumenti dell’energia si scarichino sulle bollette pagate da imprese e famiglie» e questo intervento, si farà «se possibile anche, evitando uno scostamento» di bilancio.


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