Scuola, ritorno in presenza. Quarantene per età e sieri. Ai ragazzi tamponi gratis

Gen 6, 2022

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    «Si torna a scuola in presenza e in sicurezza». La conferma arriva dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, al termine di un serrato consiglio dei ministri, nel quale, precisa Bianchi «siamo andati incontro alle richieste delle regioni». Ma non a quella di far slittare il rientro in presenza per un paio di settimane. Mario Draghi, come preannunciato, su questo punto è stato irremovibile: dal 10 gennaio tutti in classe. Al massimo qualche regione che aveva fissato il rientro già per venerdì 7 lo ha fatto slittare al 10. Dunque si torna in classe nonostante la pressione dei governatori, di alcuni dei sindacati della scuola e anche dei dirigenti scolastici preoccupati di fronte alla risalita dei contagi. Il governo ha però accolto molte delle richieste avanzate dalle Regioni: nuove regole per la quarantena e test gratuiti per gli scolari in autosorveglianza. Restano però le distinzioni tra vaccinati e non protetti che alcuni governatori volevano eliminare.

    MATERNA

    Negli asili in sostanza non cambia nulla alla luce del fatto che in questa fascia d’età, 0/6 anni nessuno è vaccinato e non indossa le mascherine, come sottolineato dal ministro Bianchi. Con un positivo si sospendono le attività per dieci giorni

    ELEMENTARI

    In questa fascia d’età , 5/11 anni, le vaccinazioni sono ancora molto scarse dunque se si conferma un caso di positività la classe resta in presenza ma vanno monitorati tutti gli alunni che dovranno eseguire un tampone subito e un altro dopo 5 giorni. Se emerge un secondo caso di positività a non più di dieci giorni dalla prima segnalazione allora si fermano le lezioni in presenza e si va tutti in dad.

    MEDIE E SUPERIORI

    Per i più grandi la distinzione tra vaccinati e non protetti è netta. Con due casi non si fermano le lezioni in presenza ma si deve procedere con il testing e l’autosorveglianza. Obbligatorie le Ffp2 in classe. Con tre casi positivi vanno in dad i non vaccinati per dieci giorni. Chi ha completato il ciclo vaccinale resta in classe, applica l’autosorveglianza e indossa la Ffp2. Soltanto con la conferma di un quarto caso positivo si va tutti in dad.

    TEST GRATIS E IN FARMACIA

    Uno dei principali ostacoli a mantenere la scuola in presenza è rappresentato dalla necessità di tamponare tutti gli alunni se emerge un positivo. Il sistema di tracciamento di fatto non ha mai funzionato le Asl non riescono a rispondere in tempi brevi ed è per questo che il governo Draghi ha deciso di mettere in campo la struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo. Il decreto infatti contiene anche il via libera del commissario per l’emergenza allo stanziamento di 92 milioni e 505mila euro fino al 28 febbraio 2022 per l’esecuzione dei test rapidi gratis per sospendere l’attività di tracciamento dei contagi Covid nella popolazione scolastica. Allo scopo di evitare lo stallo che puntualmente si genera quando viene identificato un positivo in classe sarà possibile fare i tamponi anche in farmacia con la richiesta del medico.

    VACCINI E BOOSTER

    Proprio ieri l’Agenzia del farmaco, Aifa, dietro richiesta del ministero della Salute, dato il via libera ad una dose booster di vaccino anche per i soggetti di età compresa tra i 12 e i 15 anni. L’Aifa aveva già dato parere favorevole al booster per la fascia 16-17 anni e per i fragili di 12-15 anni. L’intervallo raccomandato è lo stesso indicato per gli adulti.

    LE INCOGNITE

    La riapertura delle scuole presenta moltissime incognite. La prima riguarda le eventuali assenze dei docenti che saranno verificate soltanto il primo giorno del rientro. Assenze per malattia decisamente probabili visto il numero altissimo di nuovi contagiati ogni 24 ore. Quanti saranno i docenti in isolamento o sorveglianza attiva? E poi l’incognita dei no vax. Sono circa 40mila i non vaccinati nel personale scolastico tra docenti e non. Le conseguenze dell’obbligo vaccinale introdotto il 15 dicembre scorso emergeranno al ritorno dalla pausa natalizia.

    I PRESIDI

    «Fare la distinzione tra vaccinati e non vaccinati è una misura discriminatoria tra gli studenti», afferma il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, che invece condivide differenziare le norme per fasce d’età.


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