“Se esce subito dal governo…”. Di Battista pronto a tornare nel M5S?

Giu 23, 2022

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    Sembravano ormai essere destinati al divorzio eterno, ma le strade di Alessandro Di Battista e del Movimento 5 Stelle potrebbero tornare a incrociarsi in tempi brevi. Lo ha lasciato intendere proprio l’ex parlamentare grillino, che però ha voluto mettere immediatamente le mani avanti e fissare una serie di paletti da rispettare per favorire il riavvicinamento. La condizione principale è chiara, la stessa che va ripetendo da oltre un anno: non sostenere più il governo guidato da Mario Draghi e passare all’opposizione.

    Le condizioni di Dibba

    Di Battista, nel corso di un’intervista rilasciata a Tpi, ha posto nuovamente l’accento sull’errore di appoggiare l’esecutivo di unità nazionale. Un precedente che sembrava aver incrinato i rapporti in maniera definitiva, eppure i margini (seppur risicati) per ricucire ci sono. L’ex esponente di spicco del M5S ha fatto sapere di essere pronto a sedersi al tavolo con Giuseppe Contese uscisse dal governo prima dell’estate“.

    Dunque i 5 Stelle dovrebbero sfilarsi dalla maggioranza senza aspettare troppo, già nelle prossime settimane. “Sedersi non significa rientrare“, ha voluto specificare. Di certo però si potrebbe avviare un dialogo dopo l’addio da parte di Di Battista. Potrebbe riavvicinarsi al Movimento se venisse rispettata una premessa imprescindibile, assolutamente non negoziabile: “Lo strappo andrebbe fatto subito, ora, prima dell’estate“.

    L’ex grillino chiede infatti che ci sia tempo e che l’addio al governo non avvenga all’ultimo momento, a soli pochi mesi di distanza dalle elezioni politiche previste per il 2023: “Se fai il furbo, e se non paghi un prezzo, non sei credibile per chi si deve fidare di te“. Per Di Battista compiere una mossa del genere è una priorità non più prorogabile: “È importante farlo ora: uscissero dal governo e facessero opposizione“.

    Ma Conte…

    Ma Giuseppe Conte ieri non ha usato mezzi termini: “Il sostegno a Draghi non è in discussione“. Sulla sua stessa linea si sono schierati Stefano Patuanelli (ministro delle Politiche agricole), Michele Gubitosa (vicepresidente del M5S), Carlo Sibilia (sottosegretario all’Interno) e Alessandra Todde (viceministro dello Sviluppo economico), secondo cui il sostegno al governo è fuori discussione.

    Eppure tra i “contiani” c’è un’ala che suggerisce di tenere in considerazione la voce degli attivisti, che chiedono di uscire dall’esecutivo e trasferirsi all’opposizione per tornare a difendere i pilastri storici del Movimento. In tal senso il deputato Stefano Buffagni non ha chiuso la porta: “Restare nel governo? Vediamo, ci dobbiamo riflettere. Secondo me sarà uno dei tanti temi…“.

    Su questo fronte il M5S rischia di perdere altri pezzi, con una fronda nella fronda che finirebbe per seppellire politicamente un gruppo ridotto in mille pezzi. Conte dovrà interrogarsi: restare al governo oppure occupare i banchi dell’opposizione per cercare di recuperare qualche consenso in vista del ritorno alle urne?


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