“Se i contagi non calano servono nuove misure”

Dic 31, 2021

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    «Due settimane di tempo per comprendere l’impatto sulle ospedalizzazioni e sulle terapie intensive di questo nuovo picco di contagi prima dell’estensione del super green pass»: il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini fissa la road map che porta verso l’obbligo vaccinale. Il ministro azzurro rassicura i titolari delle discoteche: «Subito i ristori». E annuncia «prezzi calmierati delle mascherine per gli studenti».

    Ieri il Cdm ha varato il provvedimento con le nuove misure anti-Covid. Non c’è l’obbligo del super green pass per i lavoratori. Ma la strada è tracciata. Sarà tra i primi provvedimenti del 2022?

    «Nel nostro Paese oltre 48 milioni di persone sono coperte da almeno una dose di vaccino, e dunque la stragrande maggioranza dei lavoratori ha già il super green pass. Stiamo parlando di circa il 90% degli over 12. Con il provvedimento di ieri abbiamo stretto ancor di più le maglie, prescrivendo la necessità del pass rafforzato anche per il trasporto pubblico locale, per alberghi e strutture ricettive; feste, sagre e fiere; piscine, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto. E speriamo che questo ci consenta di ridurre ancora la platea dei non vaccinati. Diversamente saremo costretti a prendere un provvedimento più onnicomprensivo, che evidentemente prevederà nuove restrizioni anche e soprattutto per i non vaccinati, visto che sono loro ad occupare le terapie intensive».

    Su questo tema il centrodestra di governo non è compatto? La Lega è contraria. Mentre Fi è favorevole.

    «Con la Lega abbiamo fatto molte battaglie e le abbiamo vinte insieme: dalla riduzione delle tasse, agli interventi sul caro bollette, alle riaperture. Le differenti sensibilità sul tema dell’obbligatorietà dei vaccini non sono una novità ed esistono trasversalmente anche in altri partiti. Forza Italia come indicato dal presidente Berlusconi è da sempre dalla parte della scienza e dei vaccini, ma non cederemo al gioco di chi vuole usare l’argomento per dividere la coalizione».

    Quali altre misure anti Covid sono al vaglio del governo per il 2022?

    «Abbiamo di fronte a noi due settimane cruciali per comprendere l’impatto sulle ospedalizzazioni e sulle terapie intensive di questo nuovo picco di contagi: l’auspicio è che venga confermata la minore pericolosità della Omicron. Se così non fosse, siamo pronti a fare tutto ciò che serve come l’estensione ulteriore del super green pass».

    Il governo ha accolto quasi tutte le proposte delle Regioni. Rispetto al governo Conte c’è ora una ritrovata sintonia. Quali altre novità sono in cantiere?

    «Non sta a me fare confronti con i governi precedenti: quello che posso affermare è che la leale collaborazione con le Regioni è un obiettivo del governo fin dalla sua nascita. E i risultati si sono visti, per esempio sulla campagna vaccinale».

    Mi sembra di capire che sarà escluso il ritorno allo smart working.

    «Non escludiamo niente, dipenderà dall’andamento della pandemia, ma certamente preferiamo il lavoro in presenza».

    I prezzi delle Ffp2 schizzano. Il governo interverrà. Con quali strumenti?

    «Il generale Figliuolo e il ministero della Salute sono al lavoro per calmierare il prezzo della mascherina in particolare per gli studenti che dovranno prendere i mezzi pubblici. Con il decreto di Natale abbiamo intanto stanziato le risorse per gli insegnanti».

    I titolari delle discoteche protestano per la chiusura fino al 31 gennaio. Come possiamo rassicurarli?

    «Comprendo la loro amarezza anche perché mi sono battuta per le riaperture, ma con oltre 100mila contagi al giorno era impossibile fare diversamente. Peraltro è una decisione che stanno prendendo tutti i Paesi europei. Dovremo intervenire subito con nuovi ristori per i settori più colpiti dalle restrizioni, come appunto le discoteche».

    Il governatore della Campania Vincenzo De Luca definisce inadeguate le ultime misure. Cosa risponde?

    «Rispetto le opinioni di ogni governatore, ma il governo interagisce con la Conferenza e anche in questa occasione abbiamo preso decisioni nel senso da loro auspicato. Governare una situazione complessa richiede anche compromessi».

    Lei crede che l’emergenza possa incidere (e condizionare) l’elezione del prossimo presidente della Repubblica?

    «Tutto può incidere, il Parlamento non è una bolla isolata dal Paese e dalla realtà. Tuttavia la pandemia non è una novità: facciamo i conti con il Covid da quasi due anni. La decisione che prenderemo riguarda i prossimi sette anni, non i prossimi sette mesi e spero che ci siano le condizioni per scegliere con serenità e nell’esclusivo interesse del Paese».


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