Se in città torna il lockdown (per tutti)

Gen 11, 2022

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    Forse l’unica costante in una pandemia dominata dalle varianti è che non esiste la bacchetta magica per far sparire l’emergenza. Tutti i Paesi del mondo hanno sperimentato a proprie spese il fiato necessariamente corto di soluzioni «tampone» (per usare un termine a caso), messe in atto di volta in volta con l’obiettivo di piegare la curva dei contagi. Ieri, il 10 gennaio, per l’Italia ha rappresentato la prima data cerchiata in rosso sul calendario 2022, l’alba di una nuova stagione di regole e limitazioni. Dall’obbligo di vaccinarsi per gli over 50 a quello di esibire il green pass rafforzato per accedere ai più diversi ambiti della vita sociale, in molti si aspettavano una sorta di lockdown per No Vax. «Se fossero di meno, gli italiani sarebbero più liberi», ha sottolineato Draghi in conferenza stampa.

    All’atto pratico, la realtà è piuttosto diversa, nel senso che il campo «minato» pensato per persuadere – anche con le «cattive», certo – chi finora è sfuggito a ogni appello a favore della campagna vaccinale, si è rivelato una palude un po’ per tutti. A lungo si è discusso sul vantaggio che il nostro Paese ha avuto per qualche settimana sulla diffusione di Omicron e che sarebbe stato via via sprecato, fino all’approvazione di norme giudicate parziali e tardive da tecnici e scienziati. Al di là dei pareri e della critica legittima all’operato del governo, si tratta di argomenti superati dai fatti. Le scuole hanno riaperto dribblando i contagi tra docenti e alunni. Eppure le classi sono rimaste chiuse da Nord a Sud, rinviando la ripresa in presenza, in oltre mille Comuni, uno su otto (stima di Repubblica). Con 100-150mila positivi al giorno e due milioni di italiani chiusi in casa, le grandi città ri-svuotate dal Covid mostrano panorami di desolazione degni delle serrate viste nel recente passato. La diminuzione delle corse di treni e mezzi pubblici è al contempo causa e specchio di una mobilità ridotta, non dalle nuove regole ma dal peggioramento della situazione in sé. Il ritorno in regime di smart working nel pubblico e soprattutto nelle aziende private ha contribuito a desertificare strade, stazioni e uffici. Questo lockdown «di fatto» per qualcuno è la dimostrazione dell’inutilità delle misure prese. In assenza di bacchette magiche, può essere l’occasione per correggerle in corsa. Dovesse non bastare, persino di inasprirle, se siamo ancora in tempo.


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