• “Se smetto di fare politica che fanno?”. Così Meloni canzona il Pd

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    Giorgia Meloni ha deciso di prendere con ironia gli attacchi che le arrivano incessanti da sinistra da quando è cominciata la campagna elettorale. Ospite di Porta a Porta, Giorgia Meloni con una battuta ha fatto il punto in maniera caustica della situazione e in poche parole ha descritto la totale assenza di di piano politico da parte di Enrico Letta e dei suoi sodali. “Nel programma del Pd c’è scritto Meloni: se smetto di fare politica che fanno? Pensano sempre al mostro“, ha detto Giorgia Meloni.

    Una verità, frutto di quanto mostrato da Enrico Letta negli ultimi due mesi, durante i quali il segretario del Partito democratico non ha fatto altro che lanciare allarmi sulla tenuta della democrazia nel caso di vittoria del centrodestra e, soprattutto, di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, a margine di un’intervento a L’Aquila, ha fatto il punto delle ultime settimane: “Nella vita ho altri problemi che farmi dare patenti di democrazia da Enrico Letta ma ho sentito in questa campagna elettorale una serie di cose abbastanza surreali e ho anche letto l’ultima dichiarazione di Enrico Letta che dice che una vittoria della destra sarebbe un’emergenza democratica“.

    E rivolgendosi a un cronista che le chiedeva un commento sul Pd di Letta, Giorgia Meloni ha detto: “Se Enrico Letta vuole fare la campagna elettorale così ben venga, noi abbiamo scelto di non parlare degli altri ma di noi, raccontando il nostro programma alle associazioni di categoria, con la convinzione che pure nel periodo molto complesso in cui vive l’Italia si possa restituire respiro e speranza a questa nazione“. E in un post pubblicato su Facebook, Giorgia Meloni ha ripreso il filo dell’ironia per canzonare ancora una volta Enrico Letta e i suoi costanti travasi di bile davanti ai sondaggi, che gli hanno fatto perdere il senso della campagna elettorale: “A una manifestazione di partito, Letta dice: ‘Chi non vota per il Pd, vota per Meloni e per la destra’. Che dire, grazie Enrì!“.


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