Sebastiano va a canestro, torna in campo dopo la malattia

Mag 13, 2022

  • Condividi l'articolo

     “Quando mio figlio Giorgio ha fatto canestro è stata una liberazione”. Erano più di dieci anni che Sebastiano Carraro aveva messo da parte fischietto e divisa da arbitro di basket. Ma domenica, dopo mesi di battaglia contro un sarcoma alla gamba che gli impediva di camminare, è tornato in campo. Cominciando proprio dalla partita di basket del figlio. “Era una promessa, se guarisco torno ad arbitrare”, ha raccontato alla pagina Facebook la Giornata Tipo.
        Prima della malattia, per il 39enne originario di Noale e residente a Lissone, la lontananza dal campo era stata una scelta dettata da cause di forza maggiore: “Ho arbitrato fino ai 26 anni, avevo iniziato quando ne avevo 12. Sono arrivato fino alla serie B e mi sono fermato proprio a un passo dalla serie A”. Impossibile conciliare l’impegno da arbitro con il lavoro e la famiglia, anche se l’amore per il basket è sempre rimasto.

    Poi, due anni fa, Sebastiano ha notato una piccola ciste sulla gamba, trovata mentre faceva ginnastica in casa, durante il primo lockdown. Settimane di esami, nel pieno della pandemia, fino alla notizia: un liposarcoma, tumore raro e aggressivo. Per coincidenza, anche la fase della diagnosi è stata segnata dalla pallacanestro: “Il giorno della biopsia, mentre ero sul lettino è entrato il chirurgo per fare il consulto e mi ha detto ‘Seba, ma ti ricordi? Abbiamo arbitrato insieme a Verona, sono Sandro!’. Era un ex collega arbitro, Sandro Pasquali, anche lui veneto e trapiantato in Lombardia”.
        Con la diagnosi è iniziato un percorso che l’ha visto in sedia a rotelle, ad affrontare cicli di chemio e radioterapia. A settembre, con un intervento i medici hanno rimosso il sarcoma e tutto il bicipite femorale. Da allora, sei mesi di fisioterapia e di ginnastica gli hanno fatto raggiungere il traguardo di smettere di zoppicare e di fare una piccola corsa.
       

    Un traguardo che gli ha permesso di mantenere la promessa che si era fatto nel momento in cui aveva ricevuto la sua “sentenza”: “Mi sono detto, devo tornare in campo e devo farlo per i miei figli”, racconta Sebastiano. A Giorgio e Vittoria, rispettivamente 10 e 8 anni, il padre ha trasmesso la passione “smisurata” per la pallacanestro: entrambi giocano nella squadra di Macherio, e anche Vittoria era alla partita, seduta in panchina. Per Sebastiano, vedere il figlio fare canestro ha significato uno spartiacque: “Poi, certo, questo è un percorso fatto di controlli e follow up. Ma quel momento è stato una liberazione”. 
       


    Fonte originale: Leggi ora la fonte

  • Vela: regata dei Tre Golfi; Maserati e Soldini primi a Capri

    Vela: regata dei Tre Golfi; Maserati e Soldini primi a Capri

    (ANSA) - ROMA, 16 MAG - Alle 17:08 ora locale di domenica 15 maggio, con un tempo reale di 22 ore e 38 minuti, Giovanni Soldini e l'equipaggio di Maserati Multi70 tagliano per primi il traguardo della 67a edizione della Regata dei Tre Golfi, organizzata dal Circolo...

    Francia; tentato omicidio,5 anni a ex nazionale Vairelles

    Francia; tentato omicidio,5 anni a ex nazionale Vairelles

    (ANSA-AFP) - PARIGI, 16 MAG - L'ex attaccante della Nazionale di calcio francese, Tony Vairelles, è stato condannato a 5 anni di carcere, di cui 2 con sospensione della pena, dal tribunale di Nancy per il tentato omicidio con arma da fuoco di dieci anni fa in una...