Si fermano gli sbarchi ma non il caos. L’hotspot di Lampedusa è sempre stracolmo

Ago 2, 2022

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Non si riesce a venirne a capo. L’hotspot di Lampedusa è sempre pieno. A voglia a trasferire migranti in altri centri, peraltro con grande sforzo da parte della prefettura di Agrigento che ha redatto un piano, perché non si fa neanche in tempo a imbarcarli che arrivano altri gruppi di migranti. Chi approda direttamente e chi viene scortato dalle nostre forze dell’ordine. Il risultato è sempre lo stesso: l’hotspot, che in diverse giornate ha anche superato i 2mila ospiti, si mantiene con una media di 1700, a fronte di 350 posti disponibili.

Ieri i migranti erano esattamente 1686. Questo malgrado, appunto, i diversi trasferimenti con traghetti di linea, navi della guardia costiera, una nave noleggiata ad hoc dal Viminale. Quando ci si sarebbe dovuti impegnare per scongiurare la catastrofica situazione attuale che vede, ormai da diverso tempo, l’Africa riversarsi in Italia, cosa si è fatto? Accogliere a braccia aperte senza riflettere sulle possibili conseguenze (ad esempio igienico-sanitarie nelle strutture di prima accoglienza) dovute ai numeri record che si prevedevano e puntualmente si sono registrati, ed esultare per i recenti accordi di Lussemburgo che hanno sostanzialmente replicato quelli malriusciti di Malta, ovvero hanno sancito la ripartizione dei migranti su base volontaria tra i Paesi dell’Ue aggiungendo il sostegno finanziario a favore del primo Paese di approdo da parte di quegli Stati membri che non vogliono migranti nel proprio territorio. C’era da prevedere, però, che il piano di ricollocamento dei migranti, che non aveva preso il volo la prima volta, non avesse successo neanche stavolta. E così ogni giorno è corsa contro il tempo per svuotare l’hotspot di Lampedusa per garantire il turn-over ai nuovi migranti che arrivano.

Nella notte tra sabato e domenica sono stati imbarcati sul traghetto Novelli 373 migranti per essere trasferiti altrove, ieri 600 sulla nave Diciotti della Guardia costiera, e dopo l’ultimo arrivo di 230 migranti sbarcati domenica in 6 approdi, nella notte tra domenica e ieri non si sono registrati nuovi sbarchi. Gli stessi operatori, però, faticano ormai a tenere il conto degli ospiti, perché il via-vai tra gli appena sbarcati e i migranti in partenza è in continuo aggiornamento. Nonostante gli sforzi profusi per l’accoglienza è impossibile stipare 2mila persone in un luogo in cui dovrebbero entrarcene 350, e così, in barba non solo alle regole anticovid, ma a qualsiasi norma igienico-sanitaria, ecco la gente buttata su materassini distesi l’uno accanto all’altro, i bagni in condizioni disastrose e sempre affollati e la spazzatura che si produce a quintali. Continuare così sarà un’impresa impossibile, viste le difficoltà in cui è stata messa la pur ben oleata macchina dell’accoglienza. L’auspicio è che l’unico asso nella manica del Viminale non sia quello di aspettare che l’hotspot di Pozzallo, nel Ragusano, torni attivo, visto che al momento, in attesa dei lavori di ristrutturazione che dovrebbero terminare tra una quindicina di giorni, viene utilizzato come centro di transito per accogliere i migranti trasferiti da Lampedusa e destinati ad altri centri.


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