“Si rischia la fuga”. La fronda M5S che fa tremare Conte

Giu 16, 2022

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    Ieri sulle ali dell’entusiasmo, oggi in una prateria piena di mine. Il Movimento 5 Stelle non trova una attimo di pace e torna a spaccarsi in maniera profonda: c’era grande ottimismo e forte euforia per il nuovo corso di Giuseppe Conte dopo la decisione del Tribunale Civile di Napoli che ha confermato la legittimità dell’elezione online, ma oggi è tornato protagonista il caos. A creare divisioni sono state le pesanti parole di Luigi Di Maio che, seppur con garbo, ha bacchettato l’operato dell’ex premier.

    La fronda anti-Conte

    Le dichiarazioni del ministro degli Esteri hanno avuto subito un riflessio all’interno del M5S. La sua uscita ha spianato la strada a quella che sembra essere una fronda di parlamentari che fino a questo momento era passata in sordina, ma che nelle ultime ore non ha perso occasione per esternare tutte le criticità del caso e rinfacciare a Conte gli errori commessi al timone del Movimento in questi mesi.

    Dalla parte di Di Maio si è schierato Gianluca Vacca, sia sull’analisi del voto delle amministrative sia sul sostegno all’azione del governo Draghi sulla crisi in Ucraina. Il deputato grillino ha fatto notare che dopo una disfatta elettorale del genere sarebbe necessario “un momento di confronto e di chiarezza che al momento non c’è ancora stato e dubito ci sarà“. E ha sottolineato che la collocazione dell’Italia nel quadro dei rapporti internazionali “non può essere messa in discussione per scimmiottare Salvini“.

    Non le ha mandate a dire neanche Davide Serritella, secondo cui il M5S ormai “si è barricato dietro un gruppo ristretto di persone” e il risultato negativo è stato inevitabile: “Ha annullato confronto e democrazia interna. Non lo riconosco più“. Pure Cosimo Adelizzi ha fatto cerchio attorno a Luigi Di Maio: “Non si può stare al governo e al contempo criticarlo, allo stile di Salvini, un giorno sì e l’altro pure“.

    Supporto di peso da parte di Laura Castelli, viceministro dell’Economia: “Minare, quotidianamente, il lavoro dell’esecutivo vuol dire mettere a rischio, irreparabilmente, il più grande piano di investimenti che l’Italia abbia messo in campo“.

    Il pericolo fuga

    Il senatore Primo Di Nicola ha messo tutti in guardia: se si intende mettere in discussione la posizione dell’Italia in Europa e rispetto alla Nato, “saranno magari altri a doversene andare“. Una stoccata accompagnata da un altro avvertimento: “Nessuno ha voglia di andare via, ma è necessaria una svolta“. Il pericolo fuga c’è: i malumori verso il M5S targato Conte aumentano con il passare delle ore e nei prossimi mesi, se i mal di pancia non dovessero rientrare, qualcuno potrebbe abbandonare la galassia grillina.

    Per Di Nicola l’attivismo in queste settimane è stato notevole, ma i risultati maturati “non sono all’altezza delle sue aspettative“. Sulla stessa linea il deputato Sergio Battelli, che inoltre ha fatto notare come in questo mese sia andata in scena una “sorta di propaganda facile” utilizzando un argomento molto delicato. Mentre dovrebbe essere chiaro che sulla politica estera “non si scherza“. Anche perché, ha aggiunto Battelli, una propaganda del genere “non ha portato a nessun tipo di risultato” dal punto di vista elettorale.


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