Si va verso la proroga del Superbonus casa

Set 29, 2021

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    Le tensioni in maggioranza frenano la delega fiscale alla vigilia del consiglio dei ministri che stamattina dovrebbe licenziare solo la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef). Il premier Draghi aveva accelerato per portare in cdm anche la riforma del fisco, ma il possibile intervento sul catasto con la revisione dei valori catastali sugli immobili ha agitato i partiti col centrodestra da giorni sulle barricate.

    Ieri la cabina di regia convocata dal presidente del Consiglio col ministro dell’Economia Daniele Franco e i capidelegazione di maggioranza, ha fornito le stime della Nadef, che delinea il quadro della finanza pubblica aggiornato e indica i margini dell’imminente manovra di bilancio.

    Confermata la crescita del Pil nel 2021 al 6% – in aumento rispetto alle precedenti previsioni di primavera del 4,5, -, mentre quella prevista per il 2022 sarebbe al 4,2. Migliora anche il deficit, al 9,5% dall’11,8% dei tendenziali di aprile. Si tratta sì di tassi di crescita «molto elevati, anche più elevati di quelli che ci aspettavamo», avrebbe spiegato Franco, ma «dobbiamo tenere in conto che l’anno scorso abbiamo perso nove punti di Pil. Torniamo a malapena dove saremmo stati senza il Covid». Una linea del resto già espressa da Draghi, nell’obiettivo di trasformare il rimbalzo post pandemia in una crescita strutturale. Di certo la spinta va sostenuta e i numeri, secondo le stime del governo, consentirebbero di spendere un punto di Pil l’anno dal 2022 al 2024 per far crescere l’economia: 18 miliardi di margine per interventi. Risorse che si liberano ma che devono misurarsi con l’elenco di richieste dei partiti. Nel testo della Nota dovrebbero trovare spazio – per poi essere inseriti in manovra – l’impegno per una proroga del superbonus, l’incentivo alle ristrutturazioni green, al 2023, un collegato sul salario minimo, il rinnovo della cassa integrazione d’emergenza, e la proroga dei termini delle domande per l’assegno unico. Niente fisco invece sul tavolo della cabina di regia di ieri. Secondo fonti di governo non sarebbe ancora stata presa una decisione ed è possibile che ormai si rinvii il punto a dopo le amministrative. Lo scoglio resta la riforma del catasto che porterebbe con sé nuove tasse sulla casa ed è osteggiata dal centrodestra: «Le resistenze politiche sono fortissime. E non sono particolarmente ottimista sul fatto che con la delega fiscale si facciano particolari passi avanti. La riforma del catasto sicuramente ci sarà, ma la sua traduzione in termini fiscali può darsi che possa essere considerata molto molto molto lenta», spiega Maria Cecilia Guerra, sottosegretario all’Economia. Il premier aveva cercato di frenare le polemiche smentendo l’arrivo di nuove tasse. Ma sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni fanno muro: «La Lega è assolutamente contraria a ogni tipo di aumento di tasse su case, negozi, capannoni, terreni agricoli, che gli italiani hanno già pagato e che sono state già tassate e supertassate», ricorda il leader del Carroccio. «La revisione degli estimi catastali di per sé non è un aumento delle tasse, ma comporta un aumento delle tasse – precisa Meloni – Draghi potrebbe dire io non aumento le tasse ma se fosse vero che il governo continua a lavorare sulla revisione delle stime delle case, sarebbe automatico l’aumento di tutte le tasse legate alla casa».


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