“Si vergogni”, “È meschino”. Scintille tra Renzi e Conte

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Sul decreto Aiuti si consuma l’ennesimo scontro politico. C’è grande confusione per le liti che si sono innescate in merito all’emendamento del Movimento 5 Stelle osteggiato dagli altri partiti. Uno stallo che rischia di far slittare i tempi per il nuovo decreto Bollette. Le mosse targate M5S non sono andate giù a Matteo Renzi, che ha attaccato frontalmente l’atteggiamento adottato dai grillini sull’operazione che prevede miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese.

Renzi attacca

Il leader di Italia Viva non ci ha girato attorno, ci è andato giù pesante rivolgendosi duramente all’indirizzo di Giuseppe Conte: “Deve vergognarsi per quello che sta facendo il M5S in Parlamento“. L’ex sindaco di Firenze ha assicurato che Iv farà di tutto affinché la misura venga sbloccata in maniera definitiva. E ha pungolato coloro che sono tentati dal votare il Movimento guidato dall’avvocato: “Davvero volete votare chi sta facendo ostruzionismo contro misure che servono alle imprese? Il M5S mette davanti l’esigenza di prendere un punto percentuale in più“.

Renzi ha accusato i 5 Stelle di aver messo l’interesse personale di partito davanti a quello degli italiani. In sostanza ha imputato loro la colpa di non aver dato priorità all’emergenza che sta colpendo il nostro Paese: “Sono disponibili a bloccare le misure per le famiglie e le imprese pur di attaccare il governo Draghi. Lo trovo un atteggiamento folle ed irresponsabile e anche per questo motivo avverto il bisogno di essere a Roma a votare gli emendamenti“.

La replica di Conte

Ovviamente non la pensa così Giuseppe Conte, che ha fornito una spiegazione del tutto differente. Dal suo canto, infatti, il Movimento intende modificare alcune disposizioni sul Superbonus 110% per sbloccare il meccanismo della cessione dei crediti. Il presidente dei grillini ha respinto la tesi secondo cui il M5S sta facendo melina sul decreto Aiuti: “È un’accusa meschina. La verità è che vogliono voltare le spalle a 50mila imprese edili che rischiano di fallire, ostacolando il Superbonus“.

Conte ha inoltre colto la palla al balzo per tirare una frecciatina all’esecutivo guidato da Mario Draghi, finito particolarmente nel mirino dei pentastellati subito dopo la crisi che ha portato a elezioni anticipate. E dunque il numero uno del Movimento ha preferito affondare il colpo: “Se il governo dei cosiddetti migliori non avesse sbagliato a scriverla, magari avrebbe già incassato i 9 miliardi su 10 che mancano alle casse dello Stato e che potrebbero aiutare tanti cittadini“.

Si cerca l’intesa

Nel frattempo si continua a cercare l’intesa tra i partiti: la volontà è quella di trovare un accordo entro la giornata di lunedì, ma sono diversi i nodi ancora da sciogliere (tra cui anche il Superbonus). Su questo fronte è spuntata l’ipotesi di una mediazione, anche se si resta in attesa di capire la posizione che assumerà il Movimento 5 Stelle. Nelle prossime ore è atteso il fascicolo degli emendamenti selezionati con le riformulazioni.

A inizio settimana è prevista una nuova riunione per fare il punto della situazione: le commissioni Bilancio e Finanze del Senato dovrebbero essere convocate per lunedì pomeriggio, in modo da proseguire l’esame del decreto nella maniera più veloce possibile.


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