• “Siamo disposti a tutto”. Conte invoca la piazza pur di difendere il reddito

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    Dopo le anticipazioni circolate sui maggiori quotidiani nazionali, il testo della Legge di Bilancio 2023 approda in Consiglio dei ministri. La manovra avrà un valore di 30-32 miliardi di euro, di cui 21 saranno interamente destinati al contrasto della crisi energetica. I lavori per la definizione del pacchetto di misure procedono a ritmi serrati e sulla revisione del reddito di cittadinanza il governo sembra aver trovato una sintesi. Stop al rdc per gli occupabili, ma non subito. Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, il governo lascerà un “anno cuscinetto”, che servirà per trovare un posto di lavoro a tutti quei percettori considerati in grado di lavorare.

    Le parole del leader M5S

    Intanto arrivano le prime reazioni dell’opposizione. Giuseppe Conte, leader dei 5 stelle e capo di quel governo che diede vita al reddito di cittadinanza, attacca la posizione dell’esecutivo che definisce “reazionaria”.

    “Un governo che ha come obiettivo quello di smantellare il reddito di cittadinanza è un governo che ha completamente perso il contatto con la realtà delle difficoltà economiche e sociali che attraversano il Paese. È un governo in preda a una furia ideologica. Non è conservatore, è reazionario. Così, l’ex premier Giuseppe Conte, si è espresso a margine del convegno “Cantiere delle idee. Costruire una società più giusta” a Palazzo Giustiniani.

    Il leader pentastellato promette una battaglia senza quartiere per difendere il provvedimento bandiera del suo partito e lancia un avviso al governo di Giorgia Meloni, che si riunirà tra poche ore per esaminare il testo della Legge di Bilancio. “Noi e lo dico con la massima fermezza, siamo disposti a tutto per difendere il reddito di cittadinanza, un sistema di protezione sociale che doveva essere introdotto da decenni. Siamo disposti a dare battaglia in tutte le sedi, istituzionali e nelle piazze, se il governo andrà avanti con questo indegno proposito di smantellare il reddito di cittadinanza”. “Questo – ha aggiunto Conte – non suoni come minaccia, ma lo dico con fermezza”

    Il leader, dopo aver prontamente attaccato il governo Meloni, non si lascia scappare l’opportunità di criticare, senza mai nominarlo, il Partito Democratico e definisce il reddito di cittadinanza “la manovra più di sinistra che sia mai stata varata negli ultimi 30 anni”. “I fatti ci dicono – ricorda poi il leader M5S – che forse la prospettiva più rivoluzionaria è stata realizzata nel Conte 1”.

    Negli ultimi giorni l’ex premier è sempre stato in prima linea per difendere l’assegno grillino e i suoi beneficiari. Alla notizia di una possibile revisione del reddito aveva parlato di “precipizio sociale ed economico per lavoratori e famiglie povere”. Giorgia Meloni sembra tirare dritto. Con la modifica del reddito di cittadinanza il premier intende dare un forte segnale di discontinuità con il governo Draghi e abbandonare, una volta per tutte, l’assistenzialismo grillino.


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