Sicilia: Miccichè, scelta Governatore a partito con più consensi

Set 27, 2021

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    (ANSA) – PALERMO, 27 SET – Il leader di Forza Italia in
    Sicilia Gianfranco Micciche interviene sulle fibrillazioni
    all’interno del centrodestra nell’isola. “Lasciamo che la scelta
    tocchi al partito che uscirà con maggiori consensi dalle
    amministrative” dice Miccichè in un’intervista al Giornale di
    Sicilia e alla Gazzetta del Sud dopo le dichiarazioni di Matteo
    Salvini, che ha annunciato di volere candidare a governatore il
    segretario regionale del suo partito Nino Minardo e la secca
    replica del Presidente Nello Musumeci: “La lega decida se stare
    dentro o fuori”. “A Roma si discute della possibilità di affidare al partito
    con più consensi l’onere di indicare il candidato premier –
    argomenta il presidente dell’Ars -. E’ un metodo che mi piace,
    applichiamolo anche in Sicilia”. L’esponente azzurro invita gli
    alleati ad evitare fughe in avanti: “Intanto lasciamo lavorare
    Musumeci. Anche perchè, fin quando non ci sarà una valutazione
    negativa da parte della coalizione il candidato in pectore è
    lui. Ma se si dovesse decidere di non ricandidarlo, Forza Italia
    non rinuncerà a proporre un suo candidato. Da sempre in Sicilia
    siamo la prima forza politica ma non abbiamo mai avuto la
    candidatura a Palazzo d’Orleans”. Miccichè, tuttavia, prende
    anche le distanze dall’ultimatum di Musumeci: “Non mi piacciono
    gli aut aut, i dentro o fuori pronunciati verso partiti alleati.
        la Lega fa parte della coalizione, a meno che non decida di
    uscirne spontaneamente. ll governo non ha nemici al suo interno.
        Bisogna stare tranquilli e trovare le soluzioni per il bene
    della Sicilia”.
        Infine Miccichè accoglie l’invito al dialogo lanciato due
    giorni fa a Palermo da Matteo Renzi, che ha detto di guardare a
    un’area di centro riformista che comprenda anche Forza Italia: “Mi fa piacere che Renzi dica queste cose.Vanno in direzione di
    un’allargamento della coalizione”. (ANSA).
       


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