Soviet-Fratoianni, Casarini ultrà dell’immigrazione, Macron furbetto: il podio dei peggiori

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“Minculpop”, “fiction di destra”, “macerie del muro di Berlino”, “lezione stantia sul comunismo”. Ma dove siamo finiti? C’è proprio da perdersi. Anche se qui l’unico a perdersi in vaneggiamenti è il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. E con lui tutti i sinistri che hanno dato di matto per la lettera scritta dal ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, in occasione del Giorno della Libertà, data in cui si ricorda la caduta del Muro di Berlino. E, se i deliri di certi nostalgici dell’Unione sovietica vi sembrano lunari, forse vi siete persi le invettive di Roberto Saviano e il bieco doppiopesismo dei francesi sul dossier immigrazione.

Ma andiamo con ordine e torniamo a Nicola Fratoianni. È lui che questa settimana si conquista il gradino più basso del podio dando di matto contro Valditara. “Oggi – ha detto – tocca al titolare dell’Istruzione ergersi sulle macerie del Muro di Berlino per dare una lezione quantomai stantia sul comunismo”. Tanto veleno dopo che il ministro ha osato affermare un’ovvietà storica, e cioè che la caduta del Muro ha reso l’Europa più libera e più democratica. Chi mai potrebbe affermare il contrario se non qualche nostalgico del regime sovietico? Purtroppo in questa strampalata schiera Fratoianni è in “ottima” compagnia: dai dem a caccia di notorietà alla Cgil, passando per quel che resta dell’Anpi, la solita sinistra ideologizzata che ancora una volta ha perso l’occasione per tacere.

Al secondo posto sul podio troviamo Luca Casarini, l’ex leader no global del G8 di Genova che oggi fa il capo missione nel Mar Mediterraneo. Dopo l’esperienza con Mediterranea, presto prenderà nuovamente il largo con la nave “Mare Jonio” per andare a prendere altri clandestini al largo delle coste libiche e poi scaricarli in Italia. Come se già la situazione, con tutte le Ong che premono sui nostri confini, non fosse già sin troppo drammatica. Ma Casarini se ne infischia. Anzi, da perfetto talebano dell’immigrazione, si mette pure a gettare benzina sul fuoco inviando infuocati messaggi al premier Giorgia Meloni. “Comincia a ingoiare olio di ricino”, le ha detto. Proprio non riesce a darsi pace per la vittoria del centrodestra alle elezioni. E, se questo è l’inizio della legislatura, prepariamoci a cinque anni a dir poco deliranti.

Il podio dei peggiori, questa settimana, lo conquista il presidente francese Emmanuel Macron: fa l’intransigente con gli immigrati a casa sua, poi bacchetta la Meloni perché (giustamente) non vuole che le navi delle Ong scarichino migliaia di clandestini sulle nostre coste. Anche i tedeschi non scherzano in quanto a doppiopesismo… e che dire dei norvegesi? Tutti della stessa pasta: l’accoglienza piace solo quando tocca a noi italiani. E che dire di Bruxelles: voltano sempre lo sguardo da tutt’altra parte pur di non vedere cosa succede nel nostro Paese. Che poi, per tutta questa gente (sinistra nostrana inclusa), il solo problema è far sbarcare i migranti in Italia. Di tutto quello che succede dopo, non si preoccupano mica. Ma l’emergenza immigrazione non si risolve assegnando un porto e poi lavandosene le mani. L’emergenza esplode proprio quando ce li troviamo in casa e non siamo più in grado di gestirli.

Chiudiamo la puntata di questo sabato con una menzione speciale a Michele Giuli. La maggior parte di voi si chiederà: e chi sarà mai costui? È il capo di quegli attivisti che bloccano un giorno sì e l’altro pure le strade italiane. Una follia. Ma lo sanno questi geni che lasciando le auto in coda col motore acceso inquinano di più? Quasi quasi dispiace che Greta Thunberg sia andata in pensione anticipata…


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