Stati Generali M5s: da alleanze a mandati, i nodi in agenda

“Valorizzare le competenze in ingresso e quelle acquisite nell’esperienza istituzionale dei portavoce, senza rinunciare al principio fondante del limite al doppio mandato”. E’ il primo dei quesiti che i 305 delegati M5s saranno chiamati a risolvere al tavolo sulle “regole e principi” convocato nell’ambito della due giorni di lavoro degli Stati generali M5s di sabato e domenica. Un documento di lavoro inviato ai partecipati il M5s informa infatti i delegati che “gli esiti delle assemblee regionali hanno confermato che il limite del doppio mandato va mantenuto, in quanto elemento distintivo e irrinunciabile del Movimento 5 Stelle ” ma anche che “contemporaneamente, è emersa la necessità di capire come possano essere valorizzate le competenze acquisite dai portavoce nel corso dell’esperienza istituzionale”. Sul piatto ci sono varie soluzioni: come la possibilità di svolgere il ” terzo mandato per meriti speciali” o, tra gli altri, mantenere la regola del mandato “zero” per i consiglieri comunali o “consentire un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno”.

DIREZIONE POLITICA. E’ il secondo dei punti all’ordine del giorno dei lavori del tavolo sulle regole. Il presupposto della discussione parte dall’assunto per il quale occorre conciliare “l’esigenza di una rappresentanza giuridica e istituzionale certa (necessaria per espletare le attività che la legge richiede) con l’esigenza manifestata di una guida collegiale”.
Nelle discussioni regionali le proposte avanzate dagli iscritti variano dalla possibilità di indicare un capo politico con ruolo da “primus inter pares” in una linea politica collegiale oppure optare per un organo collegiale puro, senza differenze tra i membri. Soluzione tuttavia che ponte un problema: “chi è il legale rappresentante o portavoce?”.

ROUSSEAU. Quello della piattaforma del M5s è un’ altro dei nodi che il M5s deve sciogliere. Le assemblee regionali hanno confermato la necessità di mantenere strumenti di democrazia diretta “seppur nella maggior parte delle riunioni territoriali sia emersa la necessità di rivedere le funzioni e i servizi attivati nell’ottica di una maggiore funzionalità” ma anche di ridefinire il “rapporto” con Rousseau. Tra ipotesi in campo, oltre all’affidamento del servizio, è contemplata anche quella di “internalizzazione della Piattaforma, con definizione di criteri di incompatibilità tra le varie cariche (Rousseau, Movimento 5 Stelle, cariche elettive)”.

ALLEANZE. “Le alleanze con altri partiti non devono essere strutturali ma contingenti in base ai territori, ai programmi ma soprattutto in base alle regole elettorali dei singoli territori in cui si deve concorrere”. Questa è la base di discussione. Ma la domanda a cui il tavolo sulle regole dovrà rispondere è un’altra: esistono “casi particolari in cui, oltre all’approvazione dei gruppi locali, è necessaria un visione più ampia che vada oltre le logiche del singolo territorio?”.

ORGANIZZAZIONE. Durante la due giorni di lavoro si riunirà poi il tavolo sull’organizzazione che dovrà decidere come implementare la rete territoriale del Movimento, in quali casi poter concedere l’uso del simbolo M5s ai gruppi locali, se arrivare al riconoscimento della figura dell’attivista, come finanziare le attività del M5s, se rivedere o meno gli organi di garanzia del Movimento.

AGENDA POLITICA. In tutti gli incontri territoriali, si legge nel documento del Movimento, ricorrono argomenti che sono “lo specchio delle preoccupazioni che oggi, in questi mesi, attanagliano gli italiani” e cioè la sanità, il lavoro, il fisco, la scuola. Dalle assemblee è pervenuta la richiesta di avere un salario minimo garantito, di garantire maggiori diritti ai lavoratori al fine di contrastare la precarietà. È stata, altresì, sottolineata l’importanza di arrivare alla cosiddetta seconda fase del reddito di cittadinanza, rendendolo più efficiente e rivedendo la figura dei navigator. (ANSA).
   


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