‘Stirpe e vergogna’, il nuovo libro di Michela Marzano – Ecco un brano in anteprima

Ott 4, 2021

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    MICHELA MARZANO, STIRPE E VERGOGNA (RIZZOLI, PP 400, EURO 19,00)

    Intreccia il passato familiare alle pagine più controverse della storia del nostro Paese Michela Marzano in ‘Stirpe e vergogna’ che sarà in libreria il 5 ottobre per Rizzoli. Tra romanzo e memoir, il libro è un invito a interrogarci sulla nostra storia e a coltivare la memoria , perchè “solo così si può sperare che certe cose non accadano più”. Michela non sapeva. Per tutta la vita si è impegnata a stare dalla parte giusta: i fascisti erano gli altri, quelli contro cui lottare. Finché un giorno scopre il passato del nonno, fascista convinto della prima ora. Perché nessuno le ha mai detto la verità? Era un segreto di cui vergognarsi oppure un pezzo di storia inconsciamente cancellato? “Sono stata pure io complice di questa amnesia?” si chiede Michela dopo aver ritrovato una vecchia teca piena di tessere e medaglie del Ventennio. Inseguendo le vicende della sua famiglia, tra il nonno Arturo e il nipotino Jacopo, l’autrice ridisegna, con voce schietta e incalzante, sospendendo il giudizio, il percorso che l’ha resa la donna che è oggi. Un percorso costellato di dubbi e riflessioni: il rapporto complicato con la maternità, il legame tra sangue, eredità e memoria, e quel passato con cui l’Italia non ha mai fatto davvero i conti.

    “Fuggo da quando ero piccola. Fuggo dal mio passato. Fuggo dalla colpa. Ma qual è esattamente la mia colpa?” si chiede la Marzano, scrittrice, filosofa, editorialista, autrice tra l’altro de ‘L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore’ con cui ha vinto il Premio Bancarella 2014 e di ‘Idda’. ‘Stirpe e vergogna’ è uno spietato autoritratto che va molto al di là del dato personale, in questo Paese di poeti, di eroi, di santi e (così pare, ad ascoltarne i nipoti) di milioni di nonni partigiani, mettendo in luce la rimozione collettiva dell’humus fascista in cui affondano le radici di molti alberi genealogici.
       


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