Storie e misteri di tutti i Mondiali raccolti in un libro

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(ANSA) – ROMA, 18 NOV – Raccontare la favolosa storia dei
Mondiali di calcio, dal 1930 al 1970 legittimati dalla consegna
della Coppa Jules Rimet, dal 1974 dall’assegnazione alla
Nazionale vincitrice della Coppa del mondo Fifa, è sempre
impresa assai ardua. Tanti e tali sono gli episodi che hanno
caratterizzato le varie edizioni e scandito il tempo. Fabio
Licari, giornalista della Gazzetta dello Sport e autore del
libro dal titolo ‘Storie e misteri dei Mondiali – Le verità non
(sempre) raccontate (Diarkos editore)’, c’è riuscito. In 270
pagine, da leggere tutte d’un fiato proprio nell’imminenza se
non durante i Mondali in Qatar, vengono svelati aneddoti,
retroscena, misteri e fatta luce – finché si può – su alcuni
fatti che hanno caratterizzato la storia dello sport più amato.
    Dal 1930, ogni quattro anni, i Mondiali di calcio sono un
appuntamento irrinunciabile, denso di aspettative per le
tifoserie di tutto il pianeta. Le Nazionali dei cinque
continenti si affrontano in un torneo che rappresenta un
condensato di sport, storia, tradizioni, scuole di pensiero,
stili di vita, che hanno spesso partorito clamorose vicende,
insondabili misteri o mezze verità mai svelate. Mondiale dopo
Mondiale, Licari, dall’alto di una lunga esperienza maturata fin
da quando seguiva da vicino le vicende della Fifa, fa luce su
retroscena, episodi e stranezze calcistiche sconosciuti al
grande pubblico, ma che hanno segnato, rendendole uniche, ogni
singolo torneo: si va dalla finale Uruguay-Argentina del 1930 a
Montevideo, giocata con due palloni diversi e un arbitro che
chiese la scorta, alla scarpa persa dal brasiliano Leônidas nel
1938 in Francia; dal primo gol-fantasma della storia, firmato
dall’inglese Hurst nella finale del 1966 contro la Germania
Ovest a Wembley, alla vicenda di Nicolò Carosio, il grande
telecronista della Rai – palermitano come Licari – che venne
cacciato da Messico ’70.
    Un viaggio nella storia e negli innumerevoli ricordi, dal
costo di soli 18 euro, resa assolutamente irrinunciabile dal
fascino dei ricordi. (ANSA).
   


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