Strage Bologna: Bellini ‘delitto infame, non c’entro’

Nov 24, 2021

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    (ANSA) – BOLOGNA, 24 NOV – “Nonostante mi abbiate accusato di
    questo delitto infame, che è la strage di Bologna, io rimango un
    collaboratore di giustizia, non ho interesse ad andare contro di
    voi. Voi siete convinti di una cosa, io di un’altra”. Lo ha
    detto l’ex di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini, durante il
    suo interrogatorio nell’ambito del nuovo processo sulla strage
    del 2 agosto 1980, che lo vede imputato per concorso
    nell’attentato.
        Sotto accusa sono anche l’ex capitano dei carabinieri,
    Piergiorgio Segatel, per depistaggio e l’ex amministratore di
    condomini in via Gradoli, a Roma, Domenico Catracchia, che
    risponde di false informazioni ai pm. L’ex di Avanguardia
    Nazionale, sottoposto per due volte al regime di protezione
    testimoni, è in detenzione domiciliare con fine pena “nel 2032 o
    2033, se ci arrivo”, ha sottolineato.
        Bellini, che ancora una volta ha ribadito la sua innocenza
    riferita all’attentato, ha cominciato il suo esame rispondendo
    alle domande del Pg Nicola Proto e spiegando i suoi primi anni
    di attività criminale, vale a dire la prima metà degli anni ’70.
        L’imputato ha confermato la sua attività all’interno di
    Avanguardia Nazionale, sostenendo come già fatto in passato di
    esservi entrato per infiltrarsi su richiesta del padre Aldo, del
    senatore dell’Msi Franco Mariani e di Giorgio Almirante.
        “Premetto che ero infiltrato per conto del senatore Mariani
    dell’Msi e di Almirante, per cercare di sapere se c’erano
    persone collegate all’estremismo duro, perché la politica di
    Almirante si stava incamminando verso una destra diversa. Siamo
    nel 1971-72”, ha sottolineato Bellini. “Lo scopo era informarsi
    per vedere e capire se c’erano persone facinorose e collegamenti
    con l’estremismo. Se si fosse arrivato al terrorismo io sarei
    dovuto arrivare fino a là, siamo nel 1971-72, Mariani e
    Almirante erano preoccupati per l’estremismo che si stava
    formando nella destra”. (ANSA).
       


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