Strage Viareggio: ‘Assolvere Moretti,non è capro espiatorio’

Giu 9, 2022

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    (ANSA) – FIRENZE, 09 GIU – “Dispiace che l’ingegner Moretti
    sia stato preso come riferimento da colpire, da giustiziare, ma
    forse era comodo così, forse era molto meglio puntare
    l’attenzione su lui anziché su soggetti lontani da noi, che
    appartengono a imprese ferroviarie lontane, che non sono mai
    comparsi in aula, che sono sconosciuti. Moretti è più facile da
    colpire, è un capro espiatorio facile, che si può colpire, che
    c’è”. Così l’avvocato Ambra Giovene, difensore di Moretti, ai
    giornalisti dopo l’udienza al processo di appello bis di Firenze
    sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009 dove oggi ha tenuto
    un’arringa di cinque ore e mezzo iniziata sottolineando “l’assoluta estraneità dell’ingegner Mauro Moretti a questi
    fatti. So che è un dato che non fa piacere ascoltare, ma
    significa dire una verità processuale e confrontarsi con dati
    storici che sono la verità del processo”.
        L’ex ad Rfi e Fs era presente in aula. L’avvocato Giovene ha
    criticato l’impostazione delle accuse fatte per “trascinare le
    responsabilità dei dirigenti Fs” dietro “condotte colpose
    estranee alle norme” e per Moretti ha chiesto “l’assoluzione per
    non aver commesso il fatto”. “La realtà di questo processo – ha
    affermato l’avvocato Giovene – è che manca assolutamente la
    prova della responsabilità dell’ingegner Moretti ma c’è di più,
    non solo manca la prova di ciò, quanto piuttosto c’è la prova
    contraria. Infatti nel 2006 l’ingegner Moretti ha firmato una
    prescrizione” sulla sicurezza ferroviaria come ad di Rfi “poi
    ripetuta nel 2008 da Ansf, pedissequamente, nel senso che è la
    stessa prescrizione, che imponeva l’obbligo di tracciabilità
    degli assili rispetto a rotabili che non erano omologati dal
    gestore delle infrastrutture ma omologati da imprese ferroviarie
    terze, come l’assile del carro di provenienza tedesca”. “Questo
    – ha concluso – è un elemento centrale del processo, che non è
    stato considerato, è un elemento di prova dell’estraneità ai
    fatti, tant’è che la mia conclusione è per non aver commesso il
    fatto e ho inserito l’altro elemento ‘perché il fatto non
    costituisce reato’. Dispiace che un manager di questa qualità
    sia stato in qualche maniera offeso”. (ANSA).
       


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