• Strage Viareggio: sentenza, Moretti non ha colpa per la velocità

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    (ANSA) – FIRENZE, 21 SET – L’ex ad di Rfi e Fs, Mauro
    Moretti, e Michele Mario Elia capo Direzione tecnica poi ad Rfi,
    non ebbero colpa della mancata riduzione della velocità del
    treno merci che il 29 giugno 2009 deragliò a Viareggio (Lucca)
    causando 32 morti, numerosi feriti e danni materiali. Così la
    corte di appello di Firenze nella sentenza bis del 30 giugno con
    condanne per disastro, lesioni e incendio di Moretti a 5 anni e
    di Elia a 4 anni 2 mesi 20 giorni. Non è provata la “valenza
    cautelare” di una determinata velocità di transito in stazione,
    viene spiegato, “va pertanto escluso per gli imputati questo
    profilo di colpa”. Il treno merci marciava a circa 90 km/h e nei
    processi è emerso, dalle parti, l’argomento che Rfi avrebbe
    dovuto imporre una velocità ridotta, secondo alcuni a 60 km/h,
    in stazione. Ma i giudici affermano che “non è provato che fosse
    acquisita al sapere scientifico ed esperienziale la valenza
    cautelare di una determinata misura della velocità di
    attraversamento di una stazione avente le caratteristiche di
    quella di Viareggio da parte di un convoglio con le
    caratteristiche di quello sviato”. “Una eventuale integrazione
    istruttoria” nel processo, sulla velocità come chiedevano parti
    civili, “si rivelerebbe superflua – scrive la Corte – non
    potendo pervenire a esito diverso da quello già emerso”.
        Riguardo a Elia, la Corte ha escluso la colpa per obblighi “datoriali”, “di valutazione dei rischi lavorativi”, “insussistente rispetto al delitto di disastro ferroviario
    colposo”, “verificatosi al di fuori dell’ambito dell’omessa
    valutazione del rischio valutativo da parte del datore di
    lavoro”. La sentenza c’è stata dopo rinvio dalla Cassazione a un
    nuovo appello per ridefinire le condanne rispetto alla
    prescrizione dell’accusa di omicidio plurimo colposo, reato il
    cui termine temporale si è abbassato dopo la cancellazione
    dell’aggravante dell’infortunio sul lavoro che lo gravava. La
    Corte a giugno condannò pure manager delle società tedesche che
    noleggiavano i carri all’Italia, e, tra gli italiani, Mario
    Castaldo direttore Cargo Trenitalia a 4 anni, ma fece anche
    assoluzioni per altri manager tra cui Emilio Maestrini
    (Trenitalia) e Francesco Favo (Rfi). (ANSA).
       


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