Successo al Ravenna Festival per la Faust-Rapsodia

Ott 2, 2021

  • Condividi l'articolo

    (ANSA) – RAVENNA, 02 OTT – Col pubblico sistemato nei soli
    palchi, un po’ per esigenze di messa in scena e un po’ nel
    rispetto delle regole anti-Covid (lo spettacolo è stato pensato
    in attesa che la capienza dei teatri venisse ampliata), Ravenna
    Festival ha presentato al Teatro Alighieri, con un buon
    successo, il secondo capitolo, “Faust-Rapsodia”, della sua
    Trilogia d’autunno, quest’anno distribuita tra i linguaggi della
    danza, della musica e della parola, omaggio a Dante nel 700/o
    della morte. Una rapsodia sul celebre personaggio che vende la sua anima
    al diavolo basata sulle incompiute Scene dal Faust musicate da
    Robert Schumann tra il 1844 e il 1853 e sul testo ispiratore di
    Goethe in un intreccio di opera e prosa rappresentato, in
    omaggio a Dante “padre della lingua italiana”, non
    nell’originale lingua tedesca, ma nelle traduzioni ritmiche in
    lingua italiana di Vittorio Radicati e di Andrea Maffei.
        Opportunamente riadattate dal regista e drammaturgo Luca
    Micheletti e dal direttore musicale Antonio Greco, autori di uno
    spettacolo che ha coinvolto, tra strumentisti e coro (i
    bravissimi ragazzi della Cherubini), cantanti e attori, un
    centinaio di persone, cosa abbastanza inusuale in questi tempi
    dominati dalle regole del distanziamento sociale. Uno spettacolo dunque ricchissimo dal punto di vista visivo
    in cui i personaggi, sparsi tra palcoscenico, buca e platea,
    appaiono “doppiati” con Faust che è cantato dal baritono Vito
    Priante e recitato dall’attore Edoardo Siravo, mentre il basso
    Riccardo Zanellato e l’attore Roberto Latini hanno dato vita a
    Mefistofele. Solo Margherita, creatura umana e umile, ha avuto
    nel soprano Elisa Balbo l’unica voce e volto. A precedere la Faust-Rapsodia, la Basilica di San Francesco,
    alle spalle della tomba dantesca, ha ospitato la breve azione
    scenica sulle figure femminili della Commedia, “Quanto in
    femmina foco d’amor”, scritta da Francesca Masi su un’idea di
    Cristina Mazzavillani. Un gruppo di donne si ritrova nell’altro
    mondo: sono le voci femminili con cui Dante dialoga durante le
    tre cantiche della Commedia. (ANSA).
       


    Fonte originale: Leggi ora la fonte