Taiwan, gli Usa alla Cina: ‘Difenderemo i nostri interessi’

Ago 5, 2022

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Gli Stati Uniti chiedono alla Cina di sospendere le manovre militari per allentare le tensioni. Lo afferma il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, assicurando che gli Stati Uniti difenderanno i loro interessi e i loro impegni in termini di sicurezza.

“L’Ue invita tutte le parti a mantenere la calma e a esercitare moderazione, ad agire con trasparenza e a mantenere aperte le linee di comunicazione per evitare errori di calcolo che potrebbero portare a tragiche conseguenze”. E’ l’appello lanciato dall’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, al Forum regionale dell’Asean a Phnom Penh, in Cambogia. “L’Ue ha un chiaro interesse a preservare la pace e lo status quo nello stretto di Taiwan. Siamo fortemente preoccupati per le azioni della Cina, che ha lanciato missili balistici su Taiwan, molti sono atterrati nella zona economica esclusiva del Giappone”, ha detto Borrell.

Gli Stati Uniti condannano le sanzioni della Cina contro la speaker della Camera americana Nancy Pelosi, ritenendole semplicemente ingiustificate. Lo afferma il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby.

Non tutti i canali militari fra Stati Uniti e Cina sono stati chiusi. Lo afferma il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, commentando le contromisure annunciate da Pechino dopo la visita a Taiwan della Speaker della Camera Nancy Pelosi.

Sono 49 i caccia cinesi che hanno volato e superato oggi la parte orientale della linea mediana dello Stretto di Taiwan: è il bilancio finale fornito nella notte dal ministero della Difesa di Taipei, in merito alla seconda giornata di esercitazioni mlitari intorno all’isola dell’Esercito popolare di liberazione (Pla). Tra i jet individuati, sei J-11, dieci J-16 e ben ventiquattro SU-30. (ANSA).

Rispondendo alle critiche dagli Usa e dai Paesi occidentali, Pechino ha osservato che l’essenza della vicenda di Taiwan “non è una questione democratica, ma una questione di principio importante sulla sovranità e l’integrità territoriale della Cina”. E ha rimarcato che l’attuale situazione “è stata interamente causata da Pelosi e dai politici americani”.  Un appoggio è arrivato dal Cremlino, secondo cui quelle che sono definite “provocazioni” come la visita di Pelosi a Taiwan, “non avvengono senza conseguenze”. E secondo Mosca, “la Cina sta adottando legittimamente un’azione per proteggere la sua sovranità”. Annunciando una serie di contromisure, il ministero degli Esteri cinese ha annunciato la sospensione dei vari meccanismi di comunicazione e di cooperazione Cina-Usa, inclusi il dialogo tra i leader militari, i colloqui sul clima, i colloqui sui meccanismi di sicurezza marittima. Inoltre, tra gli otto punti elencati, si sono anche la cooperazione antidroga, i reati transnazionali e l’immigrazione illegale.

Ma “clamorosamente provocatoria” è stata definita la reazione della Cina alla visita della speaker della Camera dal segretario di Stato americano Antony Blinken, a parere del quale Pechino ha cercato di intimidire non solo Taipei, ma anche i vicini, puntando al cambio dello status quo. Blinken ha condannato le esercitazioni militari della Cina intorno a Taiwan definendole “una escalation significativa”. Secondo Blinken non c’è “alcuna giustificazione” per le manovre decise da Pechino in risposta alla visita a Taiwan della presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi. La Casa Bianca ha convocato l’ambasciatore cinese per condannare l’escalation delle azioni di Pechino contro Taiwan e ribadire che gli Stati Uniti non vogliono una crisi nella regione. 

Nel frattempo, la compagnia aerea Singapore Airlines annulla i voli per e da Taiwan a causa della “crescente restrizione dello spazio aereo” dovuta alle pericolose esercitazioni militari cinesi nello stretto di Taiwan. “La sicurezza del nostro staff e passeggeri sono la nostra priorità” dichiara il portavoce della compagnia aerea in una intervista con CNA Asia.

Gli Usa “non permetteranno” alla Cina di isolare Taiwan, ha precisato la speaker statunitense, a Tokyo per l’ultima tappa del suo tour in Asia. “Potrebbero cercare di impedire a Taiwan di visitare o partecipare in altri luoghi, ma l’isoleranno impedendoci di viaggiare lì. Abbiamo avuto visite di alto livello, senatori in primavera, visite continue e non permetteremo loro di isolare Taiwan“, ha aggiunto Pelosi, la cui visita a Taipei ha fatto infuriare Pechino che ha lanciato manovre militari intorno all’isola. Pelosi e il premier Fumio Kishida hanno concordato sull’importanza di pace e stabilità nello Stretto di Taiwan.

Nancy Pelosi non ha commentato direttamente le esercitazioni, ma ha ribadito che le sue visite nei Paesi asiatici, tra cui Taiwan, “non riguardavano il cambiamento dello status quo” nella regione. Pelosi ha parlato dopo aver incontrato Kishida, che ha definito il lancio di missili cinesi un “problema serio che ha un impatto sulla nostra sicurezza nazionale e sulla sicurezza dei nostri cittadini”. Tokyo, che ha chiesto la “fine immediata” delle manovre, sostiene che 5 missili sono caduti nella sua zona economica esclusiva. 

Da parte sua, la presidente di Taiwan Tsai ha giudicato “irresponsabile” il lancio di missili da parte della Cina vicino alle trafficate rotte internazionali di volo e marittime intorno all’isola, invitando Pechino ad agire con maggiore autocontrollo: Taiwan non alimenterà le tensioni, ma difenderà la sovranità. Tsai ha esortato la comunità internazionale a sostenere la democrazia di Taiwan e ad opporsi “all’azione militare unilaterale e irrazionale della Cina”, aggiungendo che Taipei cerca di lavorare con i Paesi dell’area e i partner democratici di tutto il mondo per mantenere la pace nella regione Indo-Pacifica. La presidente, che ha messo in guardia la popolazione dalle insidie della guerra dell’informazione avviata dalla Cina con attacchi informatici e la diffusione di false informazioni, ha ringraziato il G7 per aver invitato Pechino ad astenersi da “attività militari aggressive” nello Stretto di Taiwan e per aver ribadito il proprio impegno a garantire la stabilità.


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