Tamaro, la vita offre ogni giorno occasioni per impazzire

MILANO –  Per scrivere un vero romanzo ci vogliono almeno 10 anni di lavoro, dice  Susanna Tamaro presentando il suo ultimo lavoro ‘Una grande storia d’amore’ (Solferino, 17 euro, 288 pagine). “Per questo scrivo tanti libri, ma romanzi pochi – ha spiegato – un romanzo richiede una lunghissima genesi, un mondo ricostruito perfettamente in tutte le sue sfumature, non solo i personaggi, gli antenati, l’ambiente, il momento storico, un romanzo richiede tutto e tutto deve essere coerente”.
    Un grande affresco, quindi, il suo ultimo lavoro che esce il 17 settembre e del quale la scrittrice, 63 anni a dicembre, ha parlato alla Sala Buzzati di Milano, intervistata dal direttore della Corriere della Sera, Luciano Fontana. In quella che potrebbe essere una delle sue ultime uscite pubbliche, perché, come ha ripetuto confermando quello che aveva già annunciato mesi fa, dovrà diradare eventi e feste, a causa della sue condizioni fisiche. Tamaro soffre della sindrome di Asperger. Ma nella serata non si è sottratta alle domande e al successivo momento del firma copie, svelando qualcosa del suo lavoro (“quando ero giovane scrivevo mattina e pomeriggio, adesso dalle 9 alle 12, perché le batterie si scaricano presto”) e anche qualche suo piccolo segreto. Così ha rivelato che il suo grande sogno era fare il marittimo e che da bambina voleva frequentare l’accademia navale e diventare un capitano. Per questo ha voluto ambientare la storia sullo sfondo del mare, a Venezia, un’isola, e il protagonista Andrea, è un capitano. Mentre la lei della storia, Edith, è una giovane trasgressiva e un po’ ribelle, nella quale ha ammesso di riconoscersi. Nella storia dei due che si dipana per anni, se ne intrecciano tante secondarie, che servono però a Tamaro per puntare i riflettori sui temi che più le stanno a cuore: la famiglia (con tutti i suoi cambiamenti dai tempi di ‘Và dove ti porta il cuore’), la natura (“in letteratura se ne parla troppo poco”), i giovani, e soprattutto, ovviamente l’amore, l’elemento più instabile e difficile da portare avanti in una vita che è piena di incognite. “La vita offre ogni giorno occasioni per impazzire – ha detto – perché è sorprendente nel bene e nel male”. Soprattutto se ci si dimentica “dell’energia e della volontà che ogni persona ha”, lasciando prevalere la passività.
    E in ogni caso la vita sentimentale “è molto complessa”. “E le storie durano, crescono e diventano importanti – ha concluso – quando si ha il coraggio di accompagnarsi nella vicendevole scoperta di sé e del mondo”. (ANSA).
   


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