Teatro: piace il Turco al Carlo Felice di Genova

Giu 11, 2022

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    (ANSA) – GENOVA, 11 GIU – Lo sciopero dichiarato dalla
    Cgil non ha fermato ieri sera la prima dell’ultimo titolo del
    cartellone lirico del Teatro Carlo Felice di Genova. “Il turco
    in Italia” di Rossini è andato regolarmente in scena, con la
    sola limitazione nell’utilizzo delle luci: sono mancati effetti
    previsti nella sua regia da Italo Nunziata.
        L’agitazione era stata dichiarata nei giorni scorsi
    essenzialmente per problemi di organico e di indennità. E’ il
    secondo sciopero dichiarato nel giro di poche settimane in
    Teatro, a dimostrazione di un clima probabilmente in crescente
    tensione.
        “Il turco in Italia” è stato presentato in una edizione “giovane”. Il cast era formato dai cantanti partecipanti
    all’Accademia di Alto perfezionamento vocale creata in Teatro
    nel 2020 e diretta da Francesco Meli. Un progetto che sta dando
    buoni frutti mettendo in luce giovani di buone potenzialità,
    certamente ancora da affinare e maturare, anche perché l’opera
    rossiniana è tutt’altro che facile. L’allestimento si basava sul
    magnifico impianto scenico creato da Lele Luzzati con i costumi
    di Santuzza Calì che il pubblico genovese ha ammirato l’ultima
    volta nel 2009.
        Cogliendo genialmente l’idea pirandelliana di “teatro nel
    teatro” realizzata da Rossini con la presenza in scena del poeta
    che manovra i personaggi, Luzzati ha immaginato in scena un
    teatro all’italiana con tanti palchi animati da maschere
    napoletane. E il regista Italo Nunziata ha saputo sfruttare al
    meglio la scenografia di Luzzati giocando con i personaggi
    principali, ma anche con i tanti Pulcinella che si rendono
    protagonisti di gags e accompagnano con gusto e ironia l’azione.
        Il direttore Sesto Quatrini ha puntato su una lettura
    incisiva, ritmicamente aggressiva, ha aperto tutti i tagli e
    riscritto le cadenze adattandole al cast a disposizione. Una
    interpretazione piacevole nel complesso, a tratti però un po’
    troppo accelerata con conseguenti problemi per le voci e per
    l’insieme.
        Lodevole, nel complesso, il cast: Iolanda Massimo (Fiorella),
    Francesco Auriemma (Geronimo), Omar Cepparolli (Selim),
    Gabriella Ingenito (Zaida), Nicola Zambon (Prosdocimo), Antonio
    Mandrillo (Don Narciso), Matteo Straffi (Albazar). (ANSA).
       


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