• Tecnicismi e burocrazia: il M5S si fa sempre più partito

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    La fisionomia del Movimento 5 Stelle è sempre più quella di un partito. Il che di certo non rappresenta una novità. Il processo di trasformazione ha preso il via da diversi anni, proprio da quando i grillini hanno fatto ingresso nel palazzo. Ne è seguita una serie di piroette e riposizionamenti e, come logico effetto, anche i lineamenti del “fu movimento” ne hanno risentito. Il nuovo corso di Giuseppe Conte prosegue con la recente pubblicazione del regolamento che disciplina i gruppi territoriali: una marea di meccanismi interni e funzioni tecniche che rende ulteriormente fantasmagorica la galassia 5S.

    Il nuovo M5S tra tecnicismi e burocrazia

    I gruppi sono lo strumento attraverso cui il Movimento vorrebbe rafforzare la propria presenza sul territorio: si tratta di una struttura organizzativa che si pone l’obiettivo di avvicinare i cittadini alla politica, incentivando così la partecipazione degli iscritti ai processi democratici interni. Giusto, ma forse i 5 Stelle dimenticano che la disaffezione verso la politica è dovuta soprattutto alla scarsa fedeltà rispetto agli impegni presi in campagna elettorale. E non è un caso l’emoraggia di voti persi per strada dal 2018.

    Il regolamento dei gruppi territoriali (clicca qui per leggerlo) è una montagna di spiegazioni su come funzionano i gruppi territoriali, tra tecnicismi e “burocrazia interna” che si discosta dalla vecchia teoria di essere un movimento senza strutture verticistiche. Nelle righe vengono elencati i requisiti, la costituzione, la durata e l’organizzazione. Non solo: trova spazio pure l’Assemblea, formata da tutti gli iscritti al gruppo territoriale.

    E, giusto per non farsi mancare nulla, vengono specificati diversi ruoli. Come ad esempio il rappresentante, che dura in carica un anno, presiede l’Assemblea, convoca le riunioni e fissa l’ordine del giorno dei lavori. A sua volta nomina uno o più vicerappresentanti e un vicerappresentante vicario, “fino ad un massimo di un vicerappresentante per ogni 30 iscritti al gruppo e comunque in numero non superiore a 5“. Inoltre l’Assemblea, su proposta del rappresentante, delibera la nomina di un referente progetti, un referente formazione e un referente giovani.

    Come viene eletto il rappresentante? Le votazioni si svolgono a scrutinio segreto, senza conteggiare gli astenuti nel computo dei votanti. E cosa accade in caso di parità di voti? A quel punto si va al turno di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. Attenzione, però: bisogna procedere entro sette giorni dalla prima votazione.

    La nuova natura da partito

    Cosa resterà dopo questa iniziativa? Anche perché sorge spontanea un’altra domanda: come si può conciliare l’animo movimentista professato da Conte con questa burocratizzazione? I consensi persi dal 2018 a oggi sono figli anche di quell’identikit che si è snaturato negli anni e ha messo in risalto una natura di partito. Come tra l’altro dimostra l’accesso al finanziamento del 2xmille e al finanziamento privato in regime fiscale agevolato mediante iscrizione al registro nazionale.

    Alle elezioni politiche di domenica 25 settembre i Cinque Stelle hanno comunque ottenuto un buon risultato sopra le aspettative e ora, stando agli ultimi sondaggi, hanno portato a termine il sorpasso ai danni del Partito democratico. Resta da capire se riusciranno a confermare la tendenza positiva anche alle prossime elezioni regionali.


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