Tedesco arrestato a Forte dei Marmi, respinta richiesta di scarcerazione

Set 30, 2021

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    La corte d’appello di Firenze ha respinto la richiesta di scarcerazione per Reinhard Doring Falkenberg, il cittadino tedesco arrestato lunedì scorso a Forte dei Marmi (Lucca) perchè ricercato dal Cile per sequestro di persona per fatti risalenti ai tempi di Pinochet. L’uomo, 75 anni, resta così in carcere in attesa dell’udienza per la sua eventuale estradizione.

    La corte ha respinto la richiesta di scarcerazione ravvisando la presenza di un oggettivo pericolo di fuga. Secondo quanto appreso l’uomo, cittadino tedesco, condannato in via definitiva in Cile per sequestro di persona, è stato arrestato il 22 settembre scorso, e non il 26 come reso noto in precedenza. Il 24 settembre nei suoi confronti è stata emessa un’ordinanza di misura cautelare su richiesta della procura generale. Il 28 l’uomo è stato sentito dal giudice in occasione dell’udienza di convalida dell’arresto. In questa circostanza il suo legale ha presentato istanza di revoca della misura cautelare. Il ministero della Giustizia, come previsto in questi casi, ha espresso il suo parere comunicando alla corte di appello l’assenza di elementi ostativi all’estradizione, e chiedendo il mantenimento della custodia cautelare in carcere. Oggi poi la corte di appello ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore. 

    Doring Falkenberg “non sapeva di essere ricercato, viveva in Germania da tanti anni”. Lo afferma il suo difensore, avvocato Simona Selvanetti, che gli è stato assegnato d’ufficio al momento dell’arresto. Il legale ha incontrato il 75enne in carcere. “Non sapeva nulla, era in vacanza con la moglie, altrimenti non sarebbe mai venuto in Italia”. “Adesso – prosegue il legale – sta bene, è tranquillo e attende la decisione delle autorità italiane”. L’avvocato ha chiesto per il suo assistito la revoca della misura coercitiva, in attesa dell’udienza che dovrà decidere dell’estradizione. Su Reinhard Doring Falkenberg, spiega sempre il legale, grava una condanna definitiva dei giudici cileni per sequestro di persona, emessa nel 2005.  

    L’uomo, secondo quanto si è appreso, negli anni Settanta viveva all’interno della ‘Colonia Dignidad’, enclave cilena di nazisti tedeschi in fuga dalla Germania, divenuta centro di detenzione durante il regime di Pinochet.


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