Teme un colossale flop: ecco l’incubo di Conte

Set 5, 2021

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    Per Giuseppe Conte si avvicina il primo vero banco di prova per quantificare il suo apporto al nuovo corso del Movimento 5 Stelle. Sicuramente le elezioni Amministrative che si terranno a inizio ottobre rappresentano un importante crocevia per tutti i partiti italiani, soprattutto per il M5S che cerca il riscatto dopo un progressivo tracollo che l’ha portato a essere la quarta forza nei sondaggi. La nomina dell’avvocato come presidente è vista come un’opportunità per tornare ai gloriosi tempi del 33% e oltre, ma in molti sanno benissimo che il primo inciampo dell’era Conte è praticamente a un passo.

    Conte e il flop nelle città

    Saranno ben cinque le città big chiamate al voto: Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino. L’incubo dell’ex presidente del Consiglio è di rimediare una serie di risultati umilianti sui territori, dove il Movimento ha sempre fatto fatica a imporsi rispetto agli avversari. I timori in casa pentastellata sono testimoniati anche dal fatto che, come scrive La Repubblica, molto probabilmente le nomine per la riorganizzazione interna potrebbero essere rimandate a fine ottobre.

    Non ha senso inaugurare un nuovo corso a ridosso di un voto che si preannuncia fallimentare già in partenza, è in sostanza il ragionamento che viene fatto nella galassia grillina. Dunque i 5S sembrano essersi ormai rassegnati a scarsi risultati nelle principali città d’Italia. Lo stesso Conte nei giorni scorsi ha messo le mani avanti, come a voler giustificare ciò che accadrà nelle prossime settimane: “Il risultato di questo voto non potrà essere significativo per il Movimento, visto che il nuovo corso non ha ancora potuto dispiegare i suoi effetti. Quindi non potrà essere questo un banco di prova“.

    “Abbiamo perso mesi…”

    Conte non solo dovrà provare a recuperare la fiducia e il consenso che il Movimento ha perso per strada, ma anche compattare una situazione interna che appare sempre più frammentaria. Sicuramente gli occhi sono puntati principalmente su Roma: quello della Capitale è un test chiave per il M5S. Insomma, le ultime speranze sono indirizzate verso Virginia Raggi: solo una sua vittoria potrebbe salvare la faccia del nuovo presidente grillino.

    Un big pentastellato racconta che “è chiaro a tutti che l’esito generale delle Amministrative sarà nei fatti l’ultimo atto della vecchia gestione“. Il copione praticamente è già scritto: in caso di disastro elettorale, la colpa non potrà essere attribuita alla nuova era. E nel frattempo non mancano i soliti mal di pancia. “Abbiamo perso mesi e mesi dietro alle beghe interne prima con Davide Casaleggio e poi con Beppe Grillo, ci siamo dati la zappa sui piedi da soli“, è lo sfogo di un contiano di ferro.


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