Tennis: la promessa Zeppieri, sogno Parigi e Roma

Ago 5, 2022

Condividi l'articolo

(ANSA) – ROMA, 05 AGO – Reduce dalla semifinale a Umago,
Giulio Zeppieri sta vivendo il momento migliore della sua
giovane carriera. Non fossero arrivati i crampi, sul 3-3 del
terzo set, Zeppieri avrebbe avuto buone chance di aggiungersi
alla lista (che si fa più lunga di settimana in settimana) degli
italiani in grado di battere Carlos Alcaraz. In ogni caso,
passata la delusione del momento ora Zeppieri sa di poter far
parte dei grandi.
    “Insieme agli Internazionali di Roma e al Roland Garros di
Parigi, senza dubbio questo di Umago è stato il mio torneo più
bello, quello dove ho espresso il tennis migliore – dice in una
intervista al sito della Fit – Sto tenendo una intensità alta
per tutta la partita e questo in Croazia ha pagato”.
    Zeppieri era il ‘gemello’ di Lorenzo Musetti nel circuito
Under 18. Poi le strade si sono divise. “Sto lavorando molto su
me stesso anche fuori dal campo, e mi sono reso conto che ognuno
ha i suoi tempi. Lo sport di alto livello è complicato, non
tutti a 17-18 anni hanno la maturità per fare le scelte giuste
in vista del futuro. Arrivi nel tour dei pro e sei un ragazzo
che non sa nulla del mondo, non è tutto rose e fiori. Io ho
fatto progressi, ma posso fare ancora meglio a livello di
gestione della mia attività. Lorenzo? Siamo amici e parliamo
molto, spero di raggiungerlo prima possibile in classifica”.
    La promessa Zeppieri si sta attrezzando per essere mantenuta.
    “Una promessa io? Sì, ma alla fine sono sempre stato leggermente
oscurato, prima da Musetti e poi anche da Sinner. Non ho sentito
questa pressione mediatica, sapevano chi fossi certo, ma non
avevo tutti gli occhi puntati addosso”.
    I sogni, nel frattempo, sono quelli di tanti giovani che si
affacciano alle porte dei top 100: “Il Roland Garros è il mio
torneo dei sogni, e anche quando ci sono stato da Juniores mi è
piaciuta molto l’atmosfera. Poi, se parliamo di Slam, al secondo
posto metto gli Us Open. E ovviamente Roma, perché si gioca e si
vince in casa”. (ANSA).
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte