Terremoto: appello Arquata Futura a Bianchi, no a pluriclassi

Set 5, 2021

  • Condividi l'articolo

    (ANSA) – ARQUATA DEL TRONTO, 05 SET – Nuovo appello al
    ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi da parte
    dell’associazione Arquata Futura, che in una lettera esprime
    esprimono “sconcerto e delusione” perché “è tutt’altro che
    scongiurato il pericolo di accorpamento e soppressione delle
    classi nelle scuole della parte più colpita del cratere
    marchigiano” nonostante la promessa del Governo “all’indomani
    del quinto anniversario del sisma che tanti lutti e tanta
    distruzione ha portato nei nostri paesi”.
        Arquata Futura aveva già scritto al ministro il 20 agosto,
    segnalando in particolare il plesso scolastico di Arquata del
    Tronto, “vero fiore all’occhiello del territorio, costruito
    dalla Fondazione Specchio dei Tempi e punto di riferimento, per
    qualità e varietà delle attività formative, anche per i Comuni
    vicini. Infliggere le pluriclassi, e quindi un fatale scadimento
    della qualità dell’istruzione, in una situazione già fortemente
    penalizzata si sarebbe tradotto nell’implicito invito a
    iscrivere altrove i bambini in età scolare, portando a nuovo
    impoverimento e nuovo spopolamento”. Dopo le proteste del
    Comune, delle associazioni e di analoghe rimostranze da parte di
    altri Comuni del cratere “il 25 agosto era arrivata
    l’assicurazione di uno stanziamento di 400 milioni assegnato al
    ministro per l’Istruzione che avrebbe consentito di mantenere il
    numero di classi dello scorso anno scolastico almeno per quello
    in procinto di iniziare. L’annuncio era stato dato dalla
    presidente di Anci Marche”. “Accade però – seguita Arquata
    Futura – che il funzionario responsabile dell’Ufficio scolastico
    regionale delle Marche, proprio in questi giorni di avvio delle
    attività, stia agendo come se non fosse accaduto nulla. Presidi
    e direttori delle scuole interessate sono stati infatti invitati
    a organizzare orari e attività scolastica proprio a partire da
    quell’accorpamento delle classi che sembrava essere stato
    evitato”. L’associazione chiede l’intervento del ministro e un
    chiarimento urgente: “la qualità dell’offerta scolastica è
    fattore decisivo nella decisione delle famiglie di tornare o
    andare via dalla zona più colpita dal terremoto”. (ANSA).
       


    Fonte originale: Leggi ora la fonte