• Terzo polo, c’è l’accordo Renzi-Calenda: “Ci proviamo”

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    Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno definito l’accordo sull’apparentamento per quello che il leader di Italia viva chiama terzo polo. L’annuncio di questa mattina si basa su accordi di massima, dopo i quali i due ex Pd dovranno limare gli ultimi dettagli. L’elemento che sta creando maggiori attriti dalle parti di Italia viva è il simbolo: stando a quanto riferisce l’Adnkronos, infatti, da una prima bozza pare che dovrebbe avere il nome di Calenda in risalto rispetto al logo di IV. Comprensibile che nel partito di Matteo Renzi questa sia una questione che sta creando tensioni, nonostante il leader vada ripetendo da giorni che “la politica è generosità“.

    Calenda, fuoriuscito dalla coalizione di Letta perché non ha potuto imporre la sua linea, ha trovato in Renzi un alleato malleabile a suo piacimento, pronto ad assecondare ogni suo capriccio. Per il momento, anche loro sventolano il mito della “agenda Draghi” come se fosse il sacro Graal. Ma da parte di Calenda, al netto degli annunci sul fermare la destra e la sinistra, non ci sono idee concrete.

    Sarebbe confermata la divisione dei collegi fifty-fifty e la predominanza nelle quote di partecipazione tv al leader di Azione. Con la lista unica, secondo i piani di Renzi e Calenda, un partito avrà un capogruppo alla Camera, un altro al Senato. A palazzo Madama dovrebbe correre l’ex premier mentre alla Camera il leader di Azione. Quando sono iniziate a circolare le prime voci di apparentamento, Matteo Renzi ha pubblicato su Instagram un breve video in cui lui, durante una partita di calcio, passa la palla a un compagno mandandolo in gol. “Anche in politica servono gli assist“, scrive il leader di Italia viva. Un messaggio criptico ma non troppo che secondo il suo ragionamento dovrebbe spiegare in che modo si è arrivati all’accordo con Carlo Calenda.

    L’annuncio ufficiale della formazione del Terzo polo è arrivata, sempre via social, attraverso i profili di Matteo Renzi prima della comunicazione ufficiale: “Abbiamo deciso di provarci. Il 25 settembre troverete sulla scheda elettorale anche questa possibilità: non accontentatevi dei meno peggio, mandate in Parlamento persone di qualità“. E nell’annuncio, Renzi ammette di aver abdicato a Carlo Calenda: “Consentire a un progetto di partire richiede anche che qualcuno sappia fare spazio e non pretendere ruoli. Per questo lascio volentieri che sia Carlo Calenda a guidare la campagna elettorale. Talvolta abbiamo discusso, lo sapete, ma i punti che ci uniscono sono molti di più di quelli che ci dividono“.

    Subito dopo è arrivato anche un tweet di Calenda, più conciso rispetto a Renzi: “Nasce oggi per la prima volta un’alternativa seria e pragmatica al bipopulismo di destra e di sinistra che ha devastato questo paese e sfiduciato Draghi. Ringrazio Matteo Renzi per la generosità. Adesso insieme. Italia viva e Azione per Italia sul serio“.


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