Tra il centrodestra e “l’armata Brancaleone” 17 punti di distacco: il sondaggio che umilia il Pd

Ago 5, 2022

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Enrico Letta le sta provando tutte per tentare di recuperare voti al centrodestra in vista di settembre ma la “strategia dell’ammucchiata” non sembra dare i frutti desiderati. L’armata Brancaleone organizzata dal segretario dem, stando agli ultimi sondaggi Tecnè diffusi dal programma “Zona bianca”, mostrano chiaramente che gli italiani non si imbrogliano facilmente vogliono contenuti. L’illusione del segretario del Pd di immettere Carlo Calenda e Luigi Di Maio sotto la sua ala per accumulare percentuali non funziona: la coalizione di centrodestra, unita e coesa da tempo non sospetti, viaggia vicino al 50%, contro quella estemporanea di Letta che supera a mala pena il 30%.

La rilevazione Tecnè indica che Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e gli altri partiti di centro che compongono la coalizione di centrodestra, nelle intenzioni di voto hanno il 49,5% delle preferenze alla Camera e il 49,6% al Senato. Quasi il 50% degli italiani intervistati ha affermato di voler dare le sua preferenza al centrodestra il 25 settembre. Tra le ragioni di una preferenza così netta e inoppugnabile c’è senza dubbio la serietà dimostrata da una coalizione che lavora da tempo, che non si è aggregata solo per prendere qualche voto in più e che non litiga per le poltrone prima ancora di aver preparato un programma. Anzi, gli emissari dei leader dei partiti che compongono la coalizione sono a lavoro da giorni al tavolo permanente per effettuare la sintesi dei programmi e crearne uno comune da presentare agli elettori, mentre a sinistra Enrico Letta deve tenere a bada le bizze dei suoi nuovi alleati.

E, infatti, la sua ammucchiata convince appena il 32,8% degli elettori per la Camera e il 32,9% per il Senato. Un divario enorme a poco più di un mese dal voto, che Enrico Letta spera di colmare attaccando “le destre” e cavalcando la macchina del fango che è stata attivata nei primi giorni di campagna elettorale. Senza idee e senza contenuti non si possono convincere gli italiani, non bsta screditare l’avversario. E lo sa bene anche Giuseppe Conte, che si ritrova tra le mani i ruderi del fu Movimento 5 stelle, capace di superare il 30% delle preferenze alle ultime elezioni e che oggi, in base al sondaggio Tecnè, si ferma al 9,5% alla Camera e al 9,2% dal Senato. Tutti gli altri partiti assieme si fermano a una percentuale di gradimento poco superiore all’8% nelle intenzioni di voto.


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