• “Transizione digitale? Posti letto in ospedale via fax”, Rocca affossa D’Amato

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    L’acceso scontro per il ruolo di governatore del Lazio si arricchisce di un nuovo capitolo, col candidato per il centrodestra Francesco Rocca che affonda il colpo contro il rivale Alessio D’Amato facendo leva sulle gravissime lacune del locale sistema sanitario.

    Il candidato del centrosinistra, peraltro, è proprio l’assessore regionale alla Sanità in carica, ed è in quell’ambito che Rocca si muove per sottolinearne l’inadeguatezza.“Ci sono cittadini che attendono in barella un posto letto anche per 46 ore”, dichiara il candidato del centrodestra nel corso di un’intervista concessa stamani a “Coffee Break”. “D’Amato parla di transizione digitale per le imprese e innovazione tecnologica, ma nel 2023 i nostri ospedali cercano ancora con i fax i posti letto per i pazienti in barella”, aggiunge Rocca.

    Sanità Romacentrica

    La Sanità nel Lazio è allo sbando, anche a causa del fatto che le strutture ospedaliere extra romane non hanno gli strumenti adeguati per assistere la popolazione: ciò comporta non solo una “fuga” dalla provincia verso la Capitale ma anche all’esterno della Regione stessa. “Ci sono 7 aziende ospedaliere che perdono circa 600 milioni di euro”, denuncia Rocca. “La sanità delle province è diventata romanocentrica perché i servizi offerti non sono adeguati ai bisogni di salute di quei cittadini”, spiega ad Andrea Pancani il candidato di centrodestra, “ed è aumentata anche la mobilità sanitaria verso la Lombardia e l’Emilia Romagna, oltre a quella dalle province del Lazio verso Roma”.

    Strutture private

    L’intenzione è quella di creare un centro regionale di prenotazione unico, in grado di coinvolgere anche le strutture private accreditate. “Voglio riappropriarmi di tutte le prestazioni che la Regione Lazio paga. Oggi abbiamo un Recup che mette a disposizione dei cittadini solo le prestazioni delle strutture pubbliche”, rivela Rocca.“Io pretenderò dalle strutture private accreditate che diano le agende al Recup, in modo che ci sia un centralino di prenotazione unico, un unico punto di accesso per tutte le prestazioni per riappropriarmi del governo della cosa pubblica”, aggiunge il candidato di centrodestra,“ci dev’essere chiarezza perché altrimenti, come diceva Tony Curtis nel ‘Sottomarino rosa’, nel torbido si pesca meglio. Ci dev’essere chiarezza quando si governa la cosa pubblica”.

    E proprio la sinergia tra le strutture pubbliche e quelle private accreditate deve dare la svolta per risolvere la drammatica situazione della Sanità nel Lazio.“Non lo dico io, lo dice la legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale”, puntualizza Rocca. “Sicuaramente in questo D’Amato deve spiegare, quando parla di difesa del pubblico, perché dal 2016 al 2021 ha aumentato di mezzo miliardo di euro la spesa verso il privato che poteva essere indirizzata verso il pubblico”.

    Circa l’incarico svolto di recente nel privato a livello sanitario, il candidato del centrodestra ha così replicato.“Sono un manager e consulente di strutture sanitarie: ho lavorato col pubblico, col privato, con la sanità religiosa (Idi), con la fondazione onlus San Raffaele e con una struttura riabilitativa in Puglia”, dichiara in conclusione Rocca. “Penso che sia una ricchezza avere una persona che ha amministrato strutture private e pubbliche che conosce punti di forza o debolezza dei sistemi giuridici che stanno in sanità”.


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