Travaglio accusa Renzi di usare il metodo Travaglio

Nov 13, 2021

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    Faccia a faccia, con licenza di schiaffi, tra Renzi e Travaglio in tv a Otto e mezzo, dopo una settimana di prime pagine del Fatto dedicate all’inchiesta sulla Fondazione Open. «È un hackeraggio di Stato. Hanno preso il telefonino di centinaia di persone. Hanno preso illegalmente il mio conto corrente e lo hanno spiattellato in prima pagina. Ma la verità è che a Travaglio gli rode perché ho mandato a casa Conte. Lui è una vedova di Conte. È per questo che c’è questa campagna di odio contro di me» attacca Renzi. L’accusa al leader Iv è di aver progettato un team per colpire i grillini e i giornalisti a loro vicini, come appunto Travaglio. «Capite la disperazione di queste persone che su 94mila pagine di inchiesta si attaccano ad una mail di Rondolino che fa una ipotesi di scuola a cui nessuna ha dato corso. Perché noi non siamo come il Fatto, noi siamo civili». Poi l’attacco diretto a Travaglio: «Per distruggere il M5s è bastato farli governare. Per distruggere il Fatto basta il pregiudicato Marco Travaglio. È un diffamatore seriale, ha una condanna penale e dieci civili. È il campione europeo della diffamazione. Io non voglio la fine del Fatto perché per me è un vitalizio, ha dato 50mila euro a mio padre. Il gettone che Travaglio prende qui (per fare l’ospite a Otto e mezzo, ndr) poi lo passa alla mia famiglia» dice il senatore Iv, tirando una frecciatina alla Gruber, a cui Renzi ricorda più volte il suo passato da europarlamentare prodiana, e poi il suo appoggio al governo Conte («qui siete tre contro uno» dice riferendosi alla conduttrice, Travaglio e l’altro ospite Massimo Giannini, direttore della Stampa, di cui poco dopo pubblica su Twitter un assegno di risarcimento a Carrai per un articolo: «Ecco la prova che mente»).

    Travaglio gli risponde per le rime: «Usa contro di me gli stessi argomenti dei galoppini di Berlusconi. Ma confonde i reati di opinione, che sono un incidente del mestiere per un giornalista, con i reati di affari che lo riguardano». Colpo su colpo, tocca all’ex premier: «Io prendo soldi per l’attività di conferenziere e pago le tasse regolarmente in Italia. Tutti i miei voti sono pubblici, sfido a dire che un mio voto in Senato sia in conflitto di interessi» dice Renzi, accusato di aver favorito i Benetton dopo una conferenza a pagamento. «La mia posizione sulle concessioni è che il governo Conte, annunciando la revoca, abbia fatto un favore ai Benetton. Quindi le accuse di Conte a me sono fortemente lesive della dignità mia oltre che della realtà».

    Il paradosso è che la «struttura di propaganda antigrillina» prendeva a modello i metodi del Fatto. Lo riporta proprio la mail a Renzi di Fabrizio Rondolino (contattato dal Giornale si limita a spiegare che «di quel progetto non se ne fece nulla»). Tra i contenuti da produrre vengono indicate «inchieste giornalistiche» sui Cinque stelle, documentate ma anche «allusive e intrinsecamente diffamanti, secondo lo stile del Fatto». Un dettaglio che Travaglio in tv, gli ha fatto subito notare Renzi, si è dimenticato di citare.


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