• Tre prostitute uccise a coltellate a Roma, l’ombra di un serial killer

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    Tre donne uccise a coltellate, tre prostitute colpite forse dalla stessa mano in due appartamenti a poche centinaia di metri di distanza l’uno dall’altro.

    E’ incubo serial killer a Roma, teatro oggi di un triplice omicidio avvenuto nelle primissime ore della mattina nel quartiere Prati, zona elegante della Capitale, a poca distanza dalla sede del tribunale di Piazzale Clodio.

    A perdere la vita due donne asiatiche sulla quarantina, con ogni probabilità cittadine cinesi, e una cittadina colombiana. “Correte c’è una persona in una pozza di sangue sul pianerottolo”, la drammatica telefonata fatta intorno alle 11 alle forze dell’ordine dal portiere di un palazzo di via Augusto Riboty. In pochi minuti alcune volanti della Polizia sono arrivate sul posto. Sul ballatoio del secondo piano una donna, completamente nuda, in una pozza di sangue. Gli agenti sono entrati quindi nell’appartamento, che secondo alcuni testimoni era una casa di appuntamento, dove è stato individuato il corpo di una seconda vittima. Il fatto che il cadavere di una delle due vittime sia stato trovato sul pianerottolo fa suppore che abbia cercato fuggire dalla furia del killer.

    La Squadra Mobile ha immediatamente avviato le indagini ascoltando condomini e testimoni, a cominciare dal portiere, mentre la Scientifica ha proceduto con i rilievi. Una attività bruscamente interrotta intorno alle 13 dopo che al numero di emergenza del 112 è arrivata una telefonata di una donna che segnalava la presenza di un cadavere in un seminterrato di via Durazzo. In linea d’aria sono circa 600 metri di distanza dal teatro del duplice omicidio: nell’appartamento gli inquirenti hanno trovato il cadavere di Marta Castano, 65 anni di nazionalità colombiana, anche lei prostituta. Sul corpo ferite da arma da taglio. Un modus operandi che ha immediatamente fatto sospettare che gli omicidi possano essere collegati.

    Che l’autore, il killer, sia lo stesso. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Roma, hanno fatto scattare gli accertamenti tecnici sui cellulari delle tre vittime. Analizzando i tabulati telefonici l’obiettivo di chi indaga è, infatti, ricostruite i contatti avuti con i clienti nelle ultime ore. Mettendo in fila una serie di tasselli, fatti di chat e comunicazioni, gli uomini della Mobile sperano di risalire alla identità di chi ha compiuto gli omicidi. In tal senso risposte potrebbero arrivare anche dalle numerose telecamere di sicurezza presenti nella zona che potrebbero avere immortalato il killer. Il triplice omicidio ha sconvolto un intero quartiere, strade di palazzi umbertini, negozi eleganti e studi legali.

    “Marta era tranquillissima, la incontravo quando andava a fare la spesa”, ha raccontato una residente. La donna, così come tanti abitanti della zona, sostiene di non esseri mai accorta che avvenisse qualcosa di strano nel seminterrato “ma c’erano tanti piccoli segnali, c’era un giro di affitti strani, cartelli di massaggi vicino al lampione – dice – Avevano danneggiato anche il citofono”. Intorno a via Durazzo moltissimi i curiosi che hanno seguito l’attività delle forze dell’ordine. “Io abito qui da trent’anni ma non è mai successo niente. Soltanto qualche furto di biciclette, ma mai una cosa del genere, siamo sconvolti”, ha raccontato una ragazza che vive nel palazzo accanto alla palazzina gialla dove è stato trovato il cadavere della donna colombiana. “Ho visto i lampeggianti della polizia, ho capito fosse successo qualcosa di brutto”, spiega la dipendente di una palestra a pochi metri dalla palazzina. Stesse scene in via Riboty. “Abbiamo sentito solo arrivare le macchine della polizia, in pochi minuti ne sono arrivate tante – spiega un commerciante della zona -. Questa è una zona tranquilla, a pochi metri dal tribunale: è davvero preoccupante quanto avvenuto”.


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