Tre veterani Usa over 95 portano in Italia storie di guerra

Nov 23, 2021

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    Rocco Telese, Don Halverson, Al Bucharelli: sono tre veterani americani, tutti con più di 95 anni, che domenica 28 settembre saranno al Museo della Linea Gotica di Scarperia (Firenze), tornati per la prima volta in Italia per raccontare la loro esperienza di guerra. Le loro storie sono racchiuse, assieme ad altre decine, nel libro ‘The Rifle’ che sarà presentato nella stessa occasione dall’autore americano Andrew Biggio, unica tappa italiana.
        Biggio è legato al Mugello perché il fratello del nonno, suo omonimo, morì nel settembre del 1944 sulle montagne sopra Barberino e per la sua famiglia, emigranti nei primi del ‘900 dalla Liguria, rappresentò un duro colpo. Ex marine, ha visto le crudeltà della guerra in Iraq e Afghanistan ed è da queste esperienze e dal dolore che ha sempre visto negli occhi del nonno quando parlava del fratello che non è più tornato, che ha maturato l’idea di scrivere, attingendo dagli ultimi veterani.
        Un lavoro enorme, alla quale anche i ragazzi di Gotica Toscana onlus hanno partecipato e che ha visto l’autore impegnato non solo nella parte biografica, casa per casa, ma anche accompagnando gli stessi veterani sui campi di battaglia che li videro protagonisti in Francia, Belgio, Olanda, Germania e Italia.
        Rocco Telese, di origine italiane e appartenente all’85esima Divisione, è lucido come un giovanotto e racconta delle fasi più complicate dei combattimenti nella zona di Venafro ma anche della risalita della penisola fino a Grezzano e Monte Verruca.
        Telese appartiene alla stessa Divisione di Martin Adler, che lo scorso agosto a 97 anni tornò in Italia per riabbracciare i tre ‘bambini’ salvati e fotografati sull’Appennino bolognese nell’ottobre 1944, accompagnato dal giornalista Matteo Incerti, che ritrovò nel Natale 2020 i tre fratelli Naldi e ha scritto un libro sulla vicenda, ‘I bambini del soldato Martin’.
        Don Halverson, invece, era nella 34/a divisione Red Bull come Biggio, se la vide brutta durante lo sbarco di Anzio; risalì la penisola attraverso la costa toscana per poi essere coinvolto nel finto attacco alla Linea Gotica sopra Barberino di Mugello, ma i combattimenti erano veri e i compagni morivano davvero. Al Bucharelli, 3/a Divisione, anche lui di origini italiane, invece terminò la sua esperienza di guerra a Mignano Montelungo (Caserta) dove su Monte Rotondo una granata di mortaio tedesca gli staccò una gamba. Per l’occasione anche il club di veicoli storici Hmv Italia esporrà veicoli militari americani come le Jeep Willys nel giardino del museo. (ANSA).
       


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