Truffa su carburanti,13 indagati e sequestro beni per 25 mln

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(ANSA) – CATANIA, 25 NOV – Militari della Guardia di finanza
di Catania e funzionari dell’Agenzia di accise, dogane e
monopoli (Adm) della Sicilia hanno sequestrato beni per 25
milioni di euro nei confronti di otto società, due ditte
individuali e tredici indagati nell’ambito di un’inchiesta per
una presunta truffa su carburanti. Il provvedimento del Gip
etneo, emesso su richiesta della Procura Europea di Palermo,
ipotizza, a vario titolo, i reati di sottrazione
all’accertamento o al pagamento dell’accisa su prodotti
energetici, infedele e omessa dichiarazione dei redditi,
emissione di fatture per operazioni inesistenti. I sequestri
sono stati eseguiti nelle province di Catania, Palermo, Enna,
Catanzaro e Reggio Calabria. L’indagine, condotta dalle unità
dei gruppi Tutela finanza pubblica del nucleo Pef della Guardia
di finanza di Catania e Operativo regionale antifrode dell’Adm
ha riguardato due distinti gruppi. Secondo l’accusa avrebbero
commercializzato prodotti petroliferi illecitamente introdotti
nel territorio nazionale per la successiva rivendita a basso
costo, evadendo l’Iva e accise, e venduto gasolio uso agricolo e
miscele non autorizzate fraudolentemente destinati all’uso
autotrazione.
    Un primo gruppo avrebbe introdotto illecitamente in Italia
ingenti quantitativi di prodotti energetici da Austria,
Germania, Repubblica Ceca, Romania e Slovenia formalmente
indirizzati a due depositi in provincia di Verona e Catania, ma
di fatto destinati ad altri siti etnei di stoccaggio gestiti
dagli indagati e avrebbe poi ceduto a basso costo i carburanti a
imprese di autotrasporto e distributori stradali in Sicilia. La
competitività dei prezzi praticati sarebbe stata assicurata
dall’evasione delle imposte con fatture per operazioni
inesistenti. Il secondo gruppo, con base nel Catanese, avrebbe effettuato
cospicui acquisti di gasolio per uso agricolo e prodotti
energetici “allungati” con oli esausti di scarsa qualità in tre
depositi di Reggio Calabria, Gioia Tauro e Palermo per poi
commercializzarli in Sicilia senza versare le imposte. Durante
le indagini sono stati sequestrati oltre 125.000 litri di
carburanti di illecita provenienza, oltre ai mezzi e alle
attrezzature utilizzate per trasporto e stoccaggio. (ANSA).
   


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