Tv: Rai, il 2 ottobre docufiction su casa riposo per attori

Set 27, 2021

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    (ANSA) – BOLOGNA, 27 SET – Preceduta da un’anteprima
    bolognese al cinema Galliera giovedì 30 settembre (ore 21), ‘Amati Fantasmi’, docu-fiction di Riccardo Marchesini
    sceneggiata dalla scrittrice Grazia Verasani e prodotta da
    Giostra film, approda il 2 ottobre alle 22.40 in prima visione
    su Rai 5 e RaiPlay, per raccontare la storia della prima e unica
    casa di riposo per attori. Casa Lyda Borelli nacque a Bologna
    nel 1931 per ospitare quegli artisti che facendo una vita
    girovaga, quasi circense, arrivavano al termine della carriera
    senza una casa e senza una famiglia. Il film unisce elementi del
    reale alla fantasia raccogliendo le testimonianze di Pupi Avati,
    Gabriele Lavia, Glauco Mauri, Tullio Solenghi, Pino Strabioli,
    Milena Vukotic e le interpretazioni di tanti attori teatrali
    come Lucia Poli, Giulia Lazzarini, Umberto Bortolani, Elena
    Bucci, Alessandra Frabetti, Francesca Mazza, Stefano Randisi,
    Marco Sgrosso, Enzo Vetrano.
        ‘Amati fantasmi’ raccoglie una serie di interviste ad attori,
    critici, storici e personalità vicine a Casa Lyda Borelli in
    grado di raccontare e ricostruire da una parte la storia della
    Villa e delle sue evoluzioni nel tempo, dall’altra uno spaccato
    su quella che era la vita degli artisti in una stagione ormai
    remota. “Nella nostra docufiction – spiega Marchesini – ci siamo
    immaginati che tutti questi ospiti illustri della Borelli
    fossero ancora qui, che vagassero per le sale del loro ultimo
    domicilio terreno bisbigliando lungo i corridoi, salmodiando un
    sonetto di Shakespeare, giocando con abiti di scena lisi e
    consumati, ripetendo la parte e chinandosi per gli applausi di
    un pubblico immaginario”. “Abbiamo cercato di scrivere queste
    scene – aggiunge Grazia Verasani – con la giusta dose di
    comicità e anche di malinconia. Il documentario non solo
    valorizza un luogo ma valorizza un mestiere e noi ci siamo
    soffermati a raccontare i grandi attori del ‘900. Un modo per
    non dimenticare che cosa fosse quel teatro, fatto di compagnie
    di giro e di impresari, e lunghe tournée”. (ANSA).
       


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