Uccise due manifestanti anti razzisti a Kenosha, assolto

Nov 19, 2021

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     “Not guilty”, non colpevole per tutte i capi di imputazione: è il verdetto emesso dalla giuria nei confronti di Kyle Rittenhouse, 18 anni, il giovane accusato di aver ucciso con un fucile d’assalto due persone e di averne ferita una terza (tutti bianchi come lui) durante le proteste razziali dello scorso anno a Kenosha, Wisconsin. La decisione, destinata a suscitare polemiche e tensioni in una città blindata dalla guardia nazionale, arriva dopo tre giorni di camera di consiglio e un processo controverso che ha tenuto l’America incollata alla tv.
        Rittenhouse aveva 17 anni quando viaggiò dall’Illinois al Wisconsin la notte del 25 agosto 2020, in un’estate marcata dalle proteste contro la brutalità della polizia e le ingiustizie razziali, dopo che un agente bianco aveva sparato alla schiena all’afroamericano Jacob Blake mentre cercava rifugio nell’auto della fidanzata, lasciandolo paralizzato dalla cintola in giù. Era arrivato armato perché, così ha raccontato al processo, voleva difendere la cittadina da saccheggi e incendi notturni. Ma quella sera, dopo che era stato dichiarato il coprifuoco, sparò ripetutamente uccidendo Joseph Rosenbaum, 36 anni, e Anthony Huber (26), mentre Gaige Grosskreutz (27) rimase ferito. “Lo feci per legittima difesa”, ha giurato in tribunale tra le lacrime, spiegando di essersi sentito minacciato da alcuni manifestanti. Ma secondo i procuratori, e i video mostrati in aula, fu lui a provocarli puntando l’arma.
        Il processo è stato contrassegnato da una serie di controversie procedurali e dagli stravaganti scatti del giudice 75enne Bruce Schroeder, che è sembrato simpatizzare per la difesa, sostenendo anche che le persone morte non si possono considerare vittime in quanto partecipavano a manifestazioni violente.
        Il caso ha sollevato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica perché mette insieme molte delle questioni che dividono la polarizzata società americana: la giustizia razziale, il diverso atteggiamento della polizia (con cui cooperavano i vigilanti bianchi), il diritto di portare le armi. Per molti il trattamento ricevuto da Rittenhouse conferma quello più favorevole che un bianco e un sostenitore delle milizie armate riceve dalle forze dell’ordine rispetto ai manifestanti anti razzisti, spesso afroamericani del movimento Black Lives Matter.
        La Guardia Nazionale resta schierata nel timore di reazioni violente contro l’assoluzione. Molti degli attivisti radunatisi da giorni a Kenosha sono armati ed esibiscono pistole e fucili, come consentono le leggi del Wisconsin.
       


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