Uccise i genitori: periti divisi sulla seminfermità mentale

Mag 5, 2022

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    (ANSA) – BOLZANO, 05 MAG – Si è svolta in tribunale a Bolzano
    una delle udienze più importanti nel processo a carico di Benno
    Neumair, reo confesso dell’omicidio dei suoi genitori, Laura e
    Peter, e dell’occultamento dei loro cadaveri, gettati nel fiume
    Isarco il 4 gennaio 2021. Per quel duplice delitto, Benno
    rischia ora l’ergastolo, a meno che non gli venga concessa una
    riduzione di pena in virtù della seminfermità mentale.
        Secondo i periti che erano stati incaricati, in incidente
    probatorio, dal giudice per le indagini preliminari — lo
    psichiatra Edoardo Mancioppi, lo psicologo Marco Samory e la
    criminologa Isabella Merzagora — Benno avrebbe avuto una ridotta
    capacità di volere nel primo omicidio, in quanto il litigio con
    il padre avrebbe fatto da detonatore rispetto al suo disturbo di
    personalità di tipo narcisistico ed antisociale. I periti hanno
    anche aggiunto di ritenere che Benno non sia socialmente
    pericoloso, in quanto le sue reazioni aggressive si scatenano
    solo con le persone con cui ha stretti rapporti. Nel secondo
    omicidio, quello della madre, Benno sarebbe stato invece capace
    di intendere e di volere.
        Questa perizia è stata però contestata in aula sia dalla
    Procura che dagli avvocati di parte civile: hanno entrambi
    evidenziato come la circostanza del litigio tra Benno e suo
    padre Peter sia stata riferita solo dallo stesso imputato, e tra
    l’altro solo nel suo secondo interrogatorio mentre nel primo,
    quando confessò, non ne fece menzione. Non c’è quindi alcuna
    prova certa che ci fu un litigio tra i due. I periti danno
    credito alla versione di Benno – hanno osservato i pm e gli
    avvocati di parte civile – pur essendo loro stessi a riconoscere
    il fatto che l’imputato sia abituato a mentire. In aula sono
    stati poi sentiti i periti della Procura – gli psichiatri e
    psicologi Ilaria Rossetto, Stefano Zago e Renato Ariatti -i
    quali hanno spiegato di ritenere Benno capace di intendere e di
    volere in entrambi i delitti, visto che i suoi disturbi di
    personalità non sono così gravi da ipotizzare un’incapacità di
    intendere e di volere. Prossima udienza il 17 maggio. (ANSA).
       


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