Ucciso nel bolognese: famiglia ‘non ha potuto difendersi’

Lug 29, 2022

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(ANSA) – BOLOGNA, 29 LUG – “Alla luce delle molteplici
notizie apparse sulla stampa e sui social in merito alla morte
di Fabio Cappai, la famiglia desidera precisare che dagli
elementi in proprio possesso è dato escludere, nel modo più
assoluto, che Fabio abbia partecipato attivamente a qualsivoglia
colluttazione”. Lo dice l’avvocato Daniela Mascherini che
assiste i familiari di Fabio Cappai 23enne ucciso nella notte
tra il 15 e il 16 luglio a Castel del Rio (Bologna)
sull’Appennino imolese da un ragazzo di 16 anni attualmente nel
carcere minorile.
    “Fabio – dice l’avvocato – è stato brutalmente ucciso senza
nemmeno avere il tempo e il modo di difendersi. In questa fase
non è possibile dire altro. In riferimento alle dichiarazioni
rilasciate dalla difesa dell’imputato si rileva che, allo stato,
sulla base di quanto risulta alla famiglia, l’indagato non sta
affatto contribuendo ad una piena ricostruzione dei fatti per
come effettivamente accaduti. Non è in discussione la libertà
dell’indagato di difendersi come meglio crede; ciò che non
convince è che si voglia far passare l’idea che vi sia la più
ampia collaborazione quando in realtà molti aspetti di questo
omicidio restano ancora da chiarire”.
    “Un ragazzo di 23 anni è stato ucciso, la sua vita, le sue
aspirazioni… tutto svanito, la sua famiglia distrutta dal
dolore con negli occhi immagini che non potranno essere mai
cancellate. La famiglia, chiusa nel proprio immenso dolore,
ripone piena fiducia nell’operato della Procura augurandosi che
presto venga fatta chiarezza e vengano individuate le
responsabilità di tutti i soggetti coinvolti”, aggiunge
l’avvocato Mascherini. (ANSA).
   


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