Ucraina: “aiuti non autorizzati”, multa a volontari sardi

Mag 24, 2022

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    (ANSA) – CAGLIARI, 24 MAG – Multati in Austria di ritorno
    dall’Ucraina. Motivo? “Aiuti umanitari non autorizzati”. Lo
    denuncia la rete associativa Anas, che da alcune settimane con i
    propri volontari fa la spola tra Italia e Ucraina per portare
    aiuti alle popolazioni sotto le bombe e trasportare al sicuro
    famiglie in fuga dalla guerra. La sanzione ha colpito il tir
    della coop “Budoni Soccorso” tra la sorpresa dei volontari
    impegnati nella missione. Milleseicento euro e spicci, da pagare
    subito per evitare il sequestro del mezzo. E così ha dovuto fare
    il presidente della coop, Giacinto Congiu, quando ormai
    mancavano pochi chilometri dal confine italiano e il tir era
    vuoto: medicinali e vestiti erano stati già consegnati.
        Gli agenti hanno contestato la mancata comunicazione di
    viaggio, senza indicare, spiega l’associazione, quali norme
    siano state violate. Nel tir sono ben visibili tutte le insegne
    di Anas. Non solo: Congiu ha mostrato la lettera su carta
    intestata di Anas Italia inviata regolarmente prima della
    partenza al ministro degli Esteri italiano e a quello
    dell’Interno. Si tratta del secondo viaggio effettuato dallo
    stesso tir verso l’Austria e anche su questo gli agenti hanno
    avuto da dire: “Vi tenevamo d’occhio perché ci eravate sfuggiti
    l’altra volta”. Della vicenda si sta occupando la presidenza
    nazionale dell’associazione, che ha dato incarico all’avvocato
    Renato Chiesa del Foro di Cagliari di valutare un ricorso.
        “E’ a rischio il futuro delle nostre missioni – spiega
    all’ANSA il presidente del dipartimento protezione civile della
    rete associativa, Claudio Cugusi – Noi siamo volontari, ci
    quotiamo per tutto. Possiamo varcare il mare grazie alle
    compagnie di navigazione quando partiamo dalla Sardegna.
        Organizziamo eventi di autofinanziamento in tutta Italia per
    poterci permettere il costo delle trasferte. Se arrivano botte
    del genere – chiarisce – è evidente che non siamo più in grado
    di portare i nostri aiuti alla frontiera polacca o, come
    accuduto questa volta, a Kramatorsk, in Ucraina”. (ANSA).
       


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