Ucraina: I civili fuori dall’acciaieria Azovstal, pronto l’assalto finale russo. L’appello dei marines: ‘Non lasciateci morire’

Mag 7, 2022

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    Ucraina: tutti i civili, donne, i bambini e gli anziani, sono stati evacuati da Azovstal. “L’ordine del presidente è stato eseguito. Questa parte della missione umanitaria a Mariupol è stata completata”. Le parole della vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk segnano la fine di un incubo, ma lasciano un baratro davanti ai combattenti asserragliati nell’acciaieria-bunker. Alla scadenza dei tre giorni di cessate il fuoco per i corridoi umanitari dichiarati dalla Russia, non risultano più civili intrappolati nei sotterranei della fabbrica diventata il simbolo della resistenza. A Kiev, il sollievo per aver portato in salvo i più fragili con una complicata missione in coordinamento con Nazioni Unite e Croce Rossa, più volte interrotta da bombardamenti e scontri, lascia ora il posto alla preoccupazione per la sorte dei circa duemila soldati finora protetti dai cunicoli delle ‘catacombe’ di Azovstal, tra membri del reggimento Azov e truppe di altre formazioni dell’esercito.

    Lo spettro del confronto diretto tra le grandi potenze torna ad aleggiare sull’Ucraina in guerra. Mentre il conflitto, secondo la Nato, sta entrando in una “fase decisiva”, la Duma ha accusato gli Stati Uniti di partecipare “in modo diretto” alle ostilità. In questo clima di crescente tensione gli occhi dell’Occidente sono puntati sul 9 maggio di Vladimir Putin, e sul discorso che terrà sulla Piazza Rossa per celebrare il 77esimo anniversario della vittoria dell’Urss sui nazisti. Mentre il meglio del suo arsenale militare sfilerà in parata. La guerra in Ucraina si avvia verso “settimane decisive”, ha stimato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Rilevando comunque che non ci sono al momento segnali da parte della Russia di una “escalation” con l’Alleanza Atlantica. Mosca, invece, ha accusato gli occidentali di essere già entrati a tutti gli effetti nel conflitto. Soprattutto gli Stati Uniti.

    E Joe Biden ha ammonito i vertici della difesa e dei servizi segreti sui rischi legati alle fughe di notizie. Il presidente, secondo Nbc news, ha chiamato i capi del Pentagono, della Cia e della National Intelligence sottolineando che le recenti notizia di stampa sono controproducenti e “distraggono dal nostro obiettivo”.

    IL DRAMMA DI AZOVSTAL
    Evacuati i civili, usati secondo Mosca come “scudi umani” dagli ultimi difensori di Mariupol, non resta più nulla a frenare i piani di attacco senza quartiere, mentre i combattenti ucraini continuano a escludere la resa. Un possibile assalto lampo per cercare di prendere il controllo della fabbrica in tempo per il 9 maggio, offrendo a Vladimir Putin quello che sarebbe il successo più importante sul piano simbolico in due mesi e mezzo di guerra: lo scalpo del battaglione Azov, nel giorno in cui la Russia celebra in pompa magna la vittoria sui nazisti nella Seconda guerra mondiale. Un momento che potrebbe essere cruciale per gli sviluppi del conflitto, con il presidente Volodymyr Zelenksy che ha indicato nella salvezza dei soldati una linea rossa per i negoziati.

    “Sembra come se mi fossi ritrovato in un reality show infernale, dove noi siamo i militari, combattiamo per le nostre vite, tentiamo ogni possibilità per salvarci, e il mondo intero sta solo a guardare una storia interessante. L’unica differenza è che questo non è un film e non siamo personaggi di fantasia”: così in un post su Facebook Serhiy Volyna, comandante della 36/ma brigata dei marines dell’esercito ucraino, asserragliato con le truppe del reggimento Azov nell’acciaieria. “Poteri superiori, stiamo aspettando il risultato delle vostre azioni… il tempo stringe e il tempo è la nostra vita!”, aggiunge.

    Appello comandante marines Azovstal

    “Stiamo preparando la seconda fase della missione di evacuazione: i feriti e i medici. Se tutti rispettano gli accordi. Se non ci sono bugie. E stiamo lavorando per evacuare i nostri militari. Tutti gli eroi a difesa di Mariupol”: ha detto in serata il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riferendosi ai soldati ancora asserragliati nell’acciaieria Azovstal. “È estremamente difficile. Sono sicuro che tutti capiscono il motivo principale. Ma non perdiamo la speranza. Non ci fermiamo. Ogni giorno cerchiamo un’opzione diplomatica che possa funzionare “, ha aggiunto, come riporta Ukrinform. 

    Ucraina, decine di civili evacuati dall’acciaieria Azovstal di Mariupol

    LA GUERRA E I FRONTI
    I combattimenti intanto proseguono durissimi sulle diverse linee del fronte. A partire dalla regione di Kharkiv nel nord-est, il cui controllo è cruciale per l’offensiva sul Donbass. Secondo gli analisti del think-tank militare American Institute for War Studies, la controffensiva rivendicata da Kiev già da un paio di giorni si sta allargando, allentando così la pressione militare di Mosca su quel quadrante e allontanando il rischio di nuovi attacchi massicci a ovest del fiume Dnipro. Scontri a fuoco con armi leggere si sono registrati nei sobborghi di Severodonetsk, nell’oblast di Lugansk, tra separatisti filorussi e unità ucraine che usano cecchini e droni. Le minacce di raid missilistici restano forti in tutta l’Ucraina, con attacchi segnalati da Sumy, nel nord-ovest, a Mykolaiv, cerniera tra le zone in mano ai russi dell’Ucraina meridionale e la regione di Odessa, bersagliata ancora una volta da lanci di missili che hanno danneggiato diverse infrastrutture. E al largo della città, nelle acque del mar Nero nei pressi dell’isola dei Serpenti, la Difesa ucraina ha annunciato senza fornire dettagli la distruzione con droni d’attacco Bayraktar di un’altra nave da guerra russa, stavolta un mezzo da sbarco di classe Serna, e di due sistemi missilistici antiaerei Tor, all’indomani dell’attacco rivendicato, ma negato da Mosca, alla fregata Admiral Makarov.
    Il governatore di Lugansk Serhiy Haidai ha denunciato che i russi hanno lanciato una bomba su una scuola nel villaggio di Belogorovka, dove nel sotterraneo si nascondevano 90 persone. Per il momento una trentina sono state tratte in salvo, e le operazioni di soccorso proseguono, ha aggiunto Haidai in un messaggio su Telegram, come riportano i media ucraini. Ci sono almeno due morti dopo il raid russo che ha colpito una scuola nel villaggio di Belogorovka, nella regione di Lugansk. Lo hanno reso noto i servizi di emergenza ucraini, aggiungendo che le due vittime sono state trovate morte sotto le macerie. “Il 7 maggio nel villaggio di Belogorovka, nel distretto di Severodonetsk, a seguito dei bombardamenti nemici, è scoppiato un incendio in un edificio scolastico con una superficie di circa 300 metri quadrati. L’incendio è stato spento”, è stato spiegato, aggiungendo che in serata sono stati ritrovati due corpi senza vita sotto le macerie. Le operazioni di soccorso proseguono.

    Ucraina, Kiev dichiara di aver distrutto una nave da sbarco russa nel Mar Nero

    NUOVO APPELLO DI ZELENSKY
    “Chiedo a tutti i nostri cittadini, specie in questi giorni, di non ignorare le sirene antiaeree. Per favore, si tratta della tua vita, della vita dei tuoi figli. Inoltre, attenetevi rigorosamente all’ordine pubblico e alle norme sul coprifuoco nelle città e nelle comunità”. E’ l’appello su Telegram del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in vista del 9 maggio, Giorno della Vittoria per la Russia che si teme possa celebrarlo quest’anno con azioni in Ucraina.

    LA CIA
    Vladimir Putin “è in uno stato d’animo in cui crede di non poter permettersi di perdere, penso che sia convinto che raddoppiare gli sforzi gli consentirà di fare progressi”: lo ha detto il capo della Cia William Burns parlando ad un evento a Washington. La guerra russa ha influenzato i calcoli cinesi su Taiwan, ma non la sua determinazione sulle azioni future. Pechino studia “attentamente” il conflitto in Ucraina mentre guarda a Taipei.

    UCRAINA SENZA CIBO E ACQUA
    Appello del Programma alimentare mondiale (Pam ) per la riapertura dei porti dell’Ucraina per scongiurare l’incombente minaccia di carestia: “i porti nella zona di Odessa, nel sud dell’Ucraina, devono essere riaperti con urgenza per evitare che la crisi globale della fame sfugga al controllo”, si legge sul sito istituzionale del Pam. “I silos di grano dell’Ucraina sono pieni. I porti sul Mar Nero sono bloccati, lasciando milioni di tonnellate di grano intrappolate in silos a terra o su navi che non possono muoversi”. In precedenza la Fao ha affermato che 25 milioni di tonnellate di grano sono bloccati in Ucraina.


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