• Ucraina; La presidenza ucraina: “La Russia pronta a negoziare dopo la liberazione del Donbass”

    Condividi l'articolo

    La presidenza ucraina ritiene che la Russia sarà effettivamente pronta a negoziare la pace e ritirare le sue truppe dal Paese dopo la liberazione di Donetsk e Lugansk: lo scrive su Twitter il l consigliere del presidente Mykhailo Podolyak. “Politicamente e psicologicamente, la Russia non è ancora matura per veri negoziati e ritiro delle truppe. Ma accadrà. Subito dopo la liberazione di Donetsk e Lugansk”, ha affermato aggiungendo che ora il sostegno alla guerra nella stessa Russia sta “rapidamente cadendo verso il basso”. Tutti “dall’oligarca al calzolaio” si stanno formando l’opinione che “è ora di finirla”.

    La guerra sul campo
    L’allarme aereo è stato dichiarato in tutta l’Ucraina questa mattina dopo informazioni sul decollo dal territorio bielorusso di un MiG-31K, in grado di trasportare missili Kinzhal e di un altro caccia. Lo scrive Unian. I cittadini sono stati invitati a recarsi immediatamente nei rifugi e rimanere al sicuro fino alla conclusione dell’allarme.

    A Zaporizhzhia, regione sud-orientale dell’Ucraina dove si trova la più grande centrale nucleare d’Europa, le forze dell’ordine hanno evacuato i residenti del distretto di Shevchenkiv dopo un attacco missilistico russo. La zona è stata colpita da Iskander-K con una carica a grappolo. “Elementi esplosivi sono sparsi in tutta l’area residenziale. A causa del fatto che quel tipo di munizioni può esplodere in qualsiasi momento, è stata effettuata un’evacuazione temporanea della popolazione. Lo sminamento è in corso.”, ha detto la polizia, citata da Unian.

    Pesantemente bombardata dall’esercito russo nel corso della notte la regione orientale ucraina di Nikopol: artiglieria e Grad hanno colpito condutture del gas, reti elettriche e decine di condomini, i soccorritori hanno spento due incendi. Lo ha reso noto su Telegram il capo del consiglio regionale di di Dnipropetrovsk Mykola Lukashuk aggiungendo che le truppe di Mosca hanno attaccato anche il villaggio di Marhanetska. Lukashuk ha postato le foto delle distruzioni.

    L’appello di Papa Francesco
    “Rimaniamo sempre vicini ai nostri fratelli e sorelle della martoriata Ucraina, vicini con la preghiera, con la solidarietà concreta. La pace è possibile, non rassegniamoci alla guerra”. Lo ha detto papa Francesco all’Angelus.

    Le parole di Lavrov
    “Gli Stati Uniti e la Nato stanno cercando di dominare la regione Asia-Pacifico militarizzandola con l’ovvio obiettivo di contenere la Cina e gli interessi russi”: lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ai giornalisti al vertice dell’Asean che si tiene a Phnom Penh. Lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass.

    Tensione sulla diga di Kakhovskaya
    Decine di migliaia di persone in diversi insediamenti della regione di Kherson si troveranno in una zona di inondazione se le forze armate ucraine faranno saltare la diga della centrale idroelettrica Kakhovskaya: ha avvertito parlando con la Tass Vladimir Leontiev, capo del distretto urbano di Novokakhovsky. “Le località di Dnepryany, Korsunka, un gran numero di abitazioni di Kherson, Kazachiy Lagery e tutta l’area che che si trova più in basso saranno inondati. Si tratta di decine di migliaia di persone. In particolare, alcune migliaia a Nuova Kakhovka, che saranno direttamente colpite dalle inondazioni”, ha detto Leontiev, “Novaya Kakhovka si trova a valle, il che significa un dislivello di 15-16 metri. In caso di sfondamento, l’onda si sposterà a valle a 60-70 chilometri all’ora”, ha aggiunto. Da settimane Mosca e Kiev si accusano a vicenda di voler colpire la diga della centrale idroelettrica Kakhovskaya a Kherson.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte