Varese, testa a testa Galimberti-Bianchi

Ott 4, 2021

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    A Varese, dove si attende di conoscere il nome del nuovo primo cittadino, ci si prepara al ballottaggio. A contendersi la poltrona di sindaco sono stati ben 7 candidati: il sindaco uscente Davide Galimberti, rappresentante del Partito democratico stavolta sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, il leghista Matteo Luigi Bianchi, subentrato a Roberto Maroni, Caterina Cazzato di Noi Civici per Varese, Carlo Alberto Coletto per il partito Azione, Giuseppe Pitarresi di Sinistra Alternativa per Varese, Francesco Tomasella per Varese Libera e Daniele Zanzi, che si è candidato con la lista Varese 2.0.

    Le urne si sono chiuse alle ore 15:00, con un’affluenza del 50,93% degli elettori per 85 seggi, e fra i due candidati Davide Galimberti e Matteo Luigi Bianchi si è aperta la sfida.

    Il testa a testa

    Sin dall’inizio dello spoglio è risultato evidente lo scontro fra il sindaco uscente ed il rappresentante del centrodestra. Le operazioni, tuttavia, secondo quanto riportato da Varesenews, stanno andando a rilento a causa di alcune schede risultate errate e/o contestabili. Uno dei problemi è stato il voto disgiunto, unito all’ingente numero di liste e di candidati alla carica di sindaco.

    Confermato il testa a testa fra Galimberti e Bianchi: nessuno dei due ha ancora raggiunto il 50%. Davide Galimberti è in vantaggio al 48,1%, mentre Matteo Luigi Bianchi lo segue, attestandosi al 44,9%. Meno incisiva la situazione degli altri candidati: Daniele Zanzi ha ottenuto il 2,7%, Carlo Alberto Coletto il 2,1%, Caterina Cazzato il 1,05%, Francesco Tomasella il 0,8% e Giuseppe Pitarresi il 0,5%. Considerati i risultati, pare evidente che si procederà con il ballottaggio fra i rappresentanti di centrosinistra e centrodestra.

    Soddisfazione di Galimberti

    Per il candidato dem Davide Galimberti si tratta già di un risultato storico. “Abbiamo atteso prima di rilasciare delle dichiarazioni, perché non ci sembrava vero“, ha dichiarato il sindaco in cerca di riconferma. “Soprattutto viste le millanterie delle settimane scorse, dove si ipotizzavano vittorie al primo turno da parte di Matteo Salvini e del candidato della Lega varesina“. Un risultato importante per la città che dimostra apprezzamento per il buon governo, ha aggiunto Galimberti. La squadra del Pd è pronta a vincere, con il contributo di tutti i cittadini ed anche degli elettori che non si sono presentati alla prima tornata.

    Il commento di Bianchi

    Intervenuto in serata a palazzo Estense, il candidato del centrodestra ha dichiarato, come riportato da Varesenews:“Si prospetta un ballottaggio per la città di Varese: questo ci fa molto ben sperare. Sul territorio del Varesotto vengono riconfermati i sindaci uscenti delle città: Gallarate e Busto Arsizio. Il fatto che invece a Varese il sindaco uscente non riesca ad affermarsi è qualcosa che sostanzialmente sa di bocciatura. Avremo davanti altri 15 giorni di battaglia elettorale importante per convincere gli elettori. Aspettiamo di vedere la fine dello spoglio per vedere chi dovrà recuperare il terreno. I risultati sono molto altalenanti e non si può dire adesso. Il sindaco Galimberti aveva la certezza di vincere ‘in carrozza’: questa cosa non è avvenuta, quindi ci riteniamo assolutamente sodisfatti”.

    Le reazioni

    Intervistato da Rai 1, il leader della Lega Matteo Salvini si è detto sicuro che la sfida finirà al ballottaggio. “Capisco che Salvini deve provare a coprire la debacle nelle grandi città, però sta citando Varese a sproposito perché anche qui insegue rispetto al centrosinistra a guida Pd“, è stata la risposta piccata del senatore dem Alessandro Alfieri.

    Anche secondo Raffaele Cattaneo (lista Varese con Bianchi sindaco) si starebbe andando verso il ballottaggio. “I due candidati si stanno spartendo oltre il 90% dei voti con risultati molto vicini. Mi sembra che la partita a Varese si giocherà, per il sindaco, tra 15 giorni”, ha spiegato. “Colpisce in particolare vedere il risultato della Lega, soprattutto se paragonato a quello delle europee del 2019, dove a Varese prese il 39%. A metà scrutinio, la Lega è intorno al 15 % a Varese, con voti più che dimezzati. Questo qualcosa dice rispetto alla fine di una stagione in cui era facile raccogliere il consenso sollecitando le reazioni emotive delle persone. Qui a Varese la lista che abbiamo fatto con Forza Italia e il Popolo della Famiglia è al momento il secondo partito della coalizione, con un risultato vicino al 13 per cento, vicino anche a quello della Lega. Ma soprattutto sopra Fratelli d’Italia”.

    Ottimismo da parte del Partito democratico, che dichiarano di trovarsi in lieve vantaggio ed esultano per i risultati. “A Varese l’impegno in campagna elettorale sta premiando, cosa che migliora il primo turno del 2016, ed è anche un segno di apprezzamento per l’amministrazione galimberti, c’è ottimismo, dobbiamo attendere le ultime sezioni da scrutinare per capire se ci porterà o meno al Ballottaggio. Certo è che si è dimostrata la bontà del progetto di questa amministrazione e del Partito Democratico“, è quanto dichiarato dal segretario provinciale dem Giovanni Corbo.

    “I due principali contendenti hanno spaccato la città esattamente a metà, hanno creato un clima da stadio, curva nord e curva sud. Non siamo soddisfatti del nostro risultato. Non è certamente una giustificazione ma ha pesato tanto anche il Numero di astenuti e di schede nulle”, ha invece protestato il candidato Daniele Zanzi. Delusione anche da parte di Francesco Tomasella di Varese Libera.

    L’affluenza alle urne

    Come nel resto del Paese, anche a Varese si sono commentati i dati dell’affluenza alle urne, comunque considerati sopra la metà degli aventi diritto. “Speravamo qualcosa di più, questo è un momento importante per la vita della città. Tutto sommato però i nostri sondaggi davano un’affluenza stimata ancora più bassa, intorno al 45-46%. Insomma, poteva andare peggio“, ha dichiarato ai microfoni di Varesenews il commissario cittadino del Carroccio Cristiano Angioy.

    A parlare di affluenza anche la candidata alla poltrona di sindaco Caterina Cazzato: “L’astensionismo è il dato che è aumentato tantissimo rispetto a 5 anni fa e che dovrebbe far riflettere molto sulla sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e dei partiti. Per non parlare della mancanza di iniziativa, che li porta a perdere interesse nel conoscere le alternative e quali sono i contenuti delle nuove proposte”.


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