Vasco, dedico Lupa d’oro a mio padre che non vide mio successo

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 “Ricevere questa preziosa statuetta è un grande onore, Roma ti ho conquistata. Volevo dedicare questo riconoscimento a mio padre. Lui guidava il camion e portava la frutta ai mercati generali: partiva alle 2-3 di notte per Roma.
    Non ha visto tutto questo, questa straordinaria avventura che ho vissuto. Sono orgoglioso e fiero”. Così Vasco Rossi, ricevendo in Campidoglio la Lupa d’Oro. 

Duetto a sorpresa tra il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e Vasco Rossi, prima della consegna della Lupa d’Oro al rocker di Zocca. Al suo arrivo in Campidoglio, il Blasco è stato accolto nella stanza del sindaco dove Roberto Gualtieri, che ha sempre una chitarra a disposizione, ha accompagnato Vasco sulle note di ‘Albachiara’.

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Di certo non può più camminare per le strade “con questi palazzi così alti che a Bologna non avevo mai visto”, come faceva negli anni Ottanta. “Una volta – ricorda – ho incontrato Francesco De Gregori, siamo diventati amici. Come con Marco Pannella: era una delle persone che incontravo sempre quando venivo qui. E’ stato l’ultimo grande radicale. Sempre attivo nella difesa dei diritti civili e individuali, Io resto sempre legato a lui. Sono il Pannella della canzone, anche per me sono importanti i diritti civili e sociali”, ha aggiunto. La motivazione del riconoscimento, del resto è legata anche a questo impegno: “Lei non solo ha fatto emozionare milioni di romani con le sue canzoni, ma ha dimostrato nella sua carriera di essere sempre sensibile e attento ai bisogni degli ultimi: dalle lotte contro il razzismo all’impegno durante la pandemia ieri e la guerra in Ucraina oggi. Roma è una città che ha una forte vocazione antifascista e di pace, che non lascia indietro nessuno e Lei incarna appieno questi ideali”. 

   


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