• “Venditore di bibite”, “Vergognati”. Botta e risposta tra Calenda e Di Maio

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    Botta e risposta tra Carlo Calenda e Luigi Di Maio, che sui social si sono resi protagonisti di uno scontro a distanza. I due potenziali alleati dell’ammucchiata di sinistra, che alla fine però non sono riusciti a ritrovarsi sotto lo stesso cappello con il Partito democratico, si sono nuovamente punzecchiati e dunque la lite non è stata altro che la logica conseguenza. A dividerli nel merito è stato il lavoro della gavetta prima di cimentarsi nel mondo della politica per prendere in mano l’Italia.

    Calenda all’attacco

    Il leader di Azione ha colto la palla al balzo e, richiamando alla mansione precedentemente svolta dall’attuale ministro degli Esteri, è andato all’attacco: “Se una persona ha fatto il venditore di bibite, ad esempio, non lo prenderei in questa impresa“. Inoltre ha rinfacciato al titolare della Farnesina di essere la dimostrazione vivente della seguente tesi: “Ogni lavoro ha la stessa identica dignità, che tu faccia l’operatore ecologico o il fisico nucleare hai diritto allo stesso rispetto. Ma non ogni lavoro prepara per governare un Paese“.

    Calenda ha poi rivolto lo sguardo al passato, facendo riferimento all’epoca del governo gialloverde in cui Di Maio ricopriva il ruolo sia di ministro dello Sviluppo economico sia del Lavoro e delle Politiche sociali: “Un ragazzo che arriva legittimamente a fare il ministro, ma senza alcuna esperienza per farlo, e che pretende con boria e tracotanza di avere due ministeri perché uno non gli basta, dimostra di non avere senso del limite ed è destinato a schiantarsi“.

    Di Maio si difende

    A stretto giro è arrivata la risposta di Di Maio. Il leader di Impegno civico ha replicato a muso duro a quelle che definito essere dichiarazioni “vergognose“. Nello specifico ha criticato lo stile adottato da Calenda per trattare la tematica dei lavori svolti da giovane: “La cultura dell’odio e del disprezzo che tu alimenti è classista e discriminante“.

    Il ministro degli Esteri ha chiesto al numero uno di Azione di non denigrare e di non mettere ai margini della società chi nella propria vita ha avuto meno fortuna. “Quelle persone vanno aiutate e valorizzate. Quelle persone per me sono eroi. Dovresti solo vergognarti“, è stata la bordata di Di Maio.

    Ovviamente il riferimento al venditore di bibite ha chiamato in causa Di Maio, che ai microfoni di Fanpage ha rincarato la dose e ha pungolato il leader del Terzo Polo: “Il suo razzismo e la discriminazione verso i lavoratori mi fanno schifo. Ci sono un sacco di ragazzi che fanno gli steward e ci tirano avanti famiglie. Bisogna rispettare la gente, non disprezzarla. I lavori umili servono anche a forgiare la personalità“. Infine ha fatto un appello a tutti coloro che hanno ascoltato le parole di Calenda e che si trovano nella stessa condizione: “Non avete nulla di cui vergognarvi“.


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