• Venezia 79: totoleone, Jafar Panahi super favorito

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    C’è una leggenda, propria ai festival cinematografici, che vuole che i film da Palmares passino in genere l’ultimo giorno. Nel caso di questa 79/ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, una leggenda che sembra avverarsi: GLI ORSI NON ESISTONO di Jafar Panahi, passato oggi e a firma del regista iraniano attualmente in prigione, sembra mettere una bella ipoteca sui piani alti dei premi di Venezia 2022 e sullo stesso Leone d’oro. Chi non premierebbe un film, diretto in remoto, e che racconta della repressione del regime iraniano verso un regista che non fugge e combatte?

    Alla vigilia della premiazione altre due opere sono in pole position: THE BANSHEES OF INISHERIN di Martin McDonagh, grottesca e allegorica commedia noir con lo straordinario duetto tra Colin Farrell e Brendan Gleeson (entrambi da Coppa Volpi) e SAINT HOMER dell’esordiente Alice Diop con il racconto di una storia vera che ha sconvolto la Francia nel 2016. Ovvero una senegalese, accusata di aver ucciso la figlia di quindici mesi, abbandonandola su una spiaggia del nord della Francia, ma totalmente priva di ogni empatia.

     Attenzione anche a THE WHALE di Darren Aronofski con protagonista Charlie, obeso di oltre 250 chili, alle prese con pensieri di morte e la voglia di recuperare la figlia Ellie. Oltre alla solidità del film in campo potrebbe entrare meritatamente per la Coppa Volpi lo straordinario protagonista Brendan Fraser.

    C’è poi ARGENTINA, 1985, dramedy politico in cui si racconta la storia vera dei giovani avvocati Julio Strassera e Luis Moreno Ocampo, che osarono investigare sulla sanguinosa dittatura militare che soggiogò l’Argentina dal 1976 al 1983.Una gara contro il tempo, le bombe e le minacce di morte. Grandissimo l’attore Ricardo Darín.

    Per palati raffinati c’è poi LOVE LIFE di Kôji Fukada. Protagonista Taeko, una donna serena e forte la cui vita scorre apparentemente tranquilla accanto al marito e al figlioletto Keita. Una famiglia felice finché un evento drammatico fa sì che torni nella vita della donna il padre di Keita. Una cosa non senza conseguenze.    

    Da considerare anche BARDO, FALSE CHRONICLE OF A HANDFUL OF TRUTHS di Alejandro G. Iñárritu, storia di un giornalista e documentarista messicano alle prese con identità e alle relazioni familiari.    

    E l’Italia? Sulla carta il favorito sembra essere BONES AND ALL di Luca Guadagnino, coming age cannibalico con protagonisti due giovani cool, come Taylor Russell e Timothée Chalamet, alle prese con problemi di identità. Piazzati invece Gianni Amelio con IL SIGNORE DELLE FORMICHE, con la figura del drammaturgo e poeta Aldo Braibanti, e MONICA di Pallaoro, per molti il migliore degli italiani scesi in campo, anche grazie alla protagonista, l’attrice transessuale Trace Lysette.    
    Infine, da segnalare per la Coppa Volpi al femminile Tilda Swinton doppia protagonista in THE ETERNAL DAUGHTER e la Cate Blanchett direttrice d’orchestra in TAR.


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