• Venezia: Totoleone, tra Guadagnino, McDonagh e Diop

    Condividi l'articolo

    In un’edizione di buon livello, specie nella seconda parte, e ricca di realtà, cronaca, biografie e tematiche gender fluid, tanti i film in corsa meritevoli palmares. Questi i giudizi dei critici, italiani e stranieri, sul daily di Ciak mentre mancano all’appello CHIARA di Susanna Nicchiarelli e NO BEARS di Jafar Panahi.
        Per i critici italiani il vincitore ci sarebbe già, e sarebbe italiano: vale a dire, BONES AND ALL di Luca Guadagnino coming age cannibalico con protagonisti due giovani cool, come Taylor Russell e Timothée Chalamet, alle prese con problemi di identità, mentre per gli stranieri il film più votato è l’irlandese THE BANSHEES OF INISHERIN di Martin McDonagh, grottesca e allegorica commedia noir con lo straordinario duetto tra Colin Farrell e Brendan Gleeson, (amici/nemici) che nella classifica nostrana è invece al secondo posto. Subito dopo il film irlandese tra i favoriti, dall’una e dall’altra parte, SAINT HOMER, che si collocherebbe in una virtuale seconda posizione. Si tratta di una storia vera che ha sconvolto la Francia nel 2016 divenuta poi film grazie all’esordiente Alice Diop. Di scena una senegalese, accusata di aver ucciso la figlia di quindici mesi abbandonandola su una spiaggia del nord della Francia.
        Ben piazzato, almeno sul fronte Italia, anche un film solido e poetico tra dramma e commedia come LOVE LIFE di Kôji Fukada.
        Protagonista Taeko, una donna serena e forte la cui vita scorre apparentemente tranquilla accanto al marito e al figlioletto Keita. Una famiglia felice finché un evento drammatico, la morte improvvisa del bambino, fa sì che torni, durante il funerale, il suo padre biologico, di cui la donna non aveva più notizie da anni. Quest’ultimo è un uomo sordomuto e di origine coreane, ormai caduto in disgrazia.
        In corsa per gli italiani poi Gianni Amelio con IL SIGNORE DELLE FORMICHE, ancora un fatto vero, un’opera di riabilitazione postuma della figura del drammaturgo e poeta Aldo Braibanti, raffinato intellettuale omosessuale, accusato a fine anni Sessanta di plagio per aver sottomesso alla sua volontà un giovane allievo.
        A pari merito con Amelio anche un film che sta anche nella classifica alta degli stranieri. Si tratta di ARGENTINA, 1985 dramma politico, ma non senza ironia, in cui si racconta la storia vera dei giovani avvocati Julio Strassera e Luis Moreno Ocampo, che osarono investigare sulla sanguinosa dittatura militare che soggiogò l’Argentina dal 1976 al 1983. Una gara contro il tempo, le bombe e le minacce di morte per portare giustizia alle vittime della “Junta Militar”. Le riprese sono state eseguite nei luoghi in cui si sono svolte le vicende.
        Attenzione, infine, a THE WHALE con protagonista Charlie che peserà oltre 250 chili ed è gettato sulla poltrona della sua casa come una balena spiaggiata e morente (ha la pressione a 238/134). Firmato da Darren Aronofski e scritto da Samuel D. Hunter, è un film da camera (basato com’è sulla piece di Samuel D. Hunter) con pochi personaggi che entrano ed escono dalla sua casa tra cui l’adorata figlia Ellie. 
       


    Fonte originale: Leggi ora la fonte